Con l’elmo di Scipio e la spada del cartaginese ridotti entrambi a caricatura, era difficile tentare una biografia parallela dei due. Ci riesce alla grande Giovanni Brizzi in questo testo acrobatico che non solo rovescia lo schema storico di partenza e ri-umanizza i due generali ma – riscattando Annibale – ne fa il modello cui Scipione tenta per tutta la vita di uniformarsi e non solo sul piano militare. Paolo Rumiz, “la Repubblica”Storia, politica e strategia nelle vite parallele di due grandi uomini: racconto e ricerca si intrecciano in pagine più verosimili del vero.
Giovanni Brizzi Knihy






216 a.C., Canne, Apulia-Puglia: è qui che, nel corso della seconda guerra punica, le truppe di Annibale annientarono un esercito romano di dimensioni quasi doppie. Un capolavoro tattico, tuttora studiato nelle accademie militari. Il libro racconta il contesto storico in cui maturò la battaglia (vale a dire la discesa in Italia dei Cartaginesi), analizza la composizione delle forze in campo, descrive lo svolgersi dello scontro e ne mette in luce le conseguenze sull'andamento della guerra. Ironia della sorte, per i Romani la sconfitta, e gli insegnamenti che ne trassero, prepararono la vittoria che, quattordici anni dopo, Scipione riportò sui Cartaginesi a Zama.
Geniale stratega e leggendario conquistatore, Annibale è anche descritto come un "mostro assetato di sangue", insensibile ai massacri e ideatore di inganni atroci. Queste memorie, trascritte da un grande storico, offrono uno sguardo profondo sulla vita di Annibale, il più grande nemico di Roma. Mentre osserva le acque dell’Ellesponto, riflette sul bilancio della sua esistenza e redige il suo testamento spirituale, sperando che possa giustificarlo alla fine dei suoi giorni. Ripercorre la sua infanzia a Cartagine, ormai un ricordo lontano, e l’inevitabile vocazione militare, segnata da un inflessibile senso del dovere. Il sogno di Annibale, dal viaggio dalla Spagna a Crotone, svanisce di fronte alla potenza di Roma, che minaccia di distruggere il mondo ellenistico a cui appartiene. Alla fine, comprende la fallacia dei presagi che lo hanno guidato: il sogno di Onusa, con una creatura mostruosa che devasta l'Italia, anticipa l'imperialismo romano, mentre l'oracolo di un sereno riposo in Africa si trasforma in una visione di sconfitta. In queste pagine, un nobile vinto ripercorre con amara sincerità le tappe di una vita senza eguali.
Gli eserciti nel mondo classico
Il querriero, l'oplita, il legionario