Román Idiot se řadí k nejznámějším dílům ruské literatury. Mladý kníže Myškin, zcela zchudlý a postižený epilepsií, prožije po návratu ze švýcarského sanatoria tak podivuhodné příběhy, že upadne znovu do své duševní nemoci. Setkává se s kupcem Parfjonem Rogožinem, kterého jeho žárlivost dovede až k vraždě milované Nastasji. Kníže však v něm vidí především nešťastného člověka a soucítí s ním. Sám se psychicky zhroutí. Lidé, kteří nemohou pochopit jeho dobrotu, označují Myškina za idiota, ačkoli ten má v sobě tolik vnitřní ušlechtilosti a lidskosti, že se tím vymyká svému okolí. Myškin okouzluje svou nevinností a vyrovnaností – autor představuje hrdinu jako člověka, který by mohl povznést svět; jemomže Myškin svou filozofií pokory a všelásky přivádí do neštěstí i ty, které miluje, a nakonec sám sebe… 26-041-86
Vittorio Strada Pořadí knih (chronologicky)




Kromě povídkových souborů Rudá jízda, Oděské povídky a Historie mého holubníku zahrnuje svazek výbor z ostatních a raných povídek, povídky na cizí námět, črty, fejetony a stati i divadelní hry Západ slunce a Marija
Arte e moda negli anni venti. Bozzetti del teatro russo
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Catalogo della mostra itinerante tenutasi 1. Padiglione d'Arte Contemporanea, Milano, 1 febbraio - 15 marzo 1990 2. Museo d'Arte Moderna di Trento e Rovereto, Rovereto, 30 marzo - 13 maggio 1990. Presentazione di Mercedes Garberi e Gabriella Belli. Testi di Vittorio Strada e Jelena Rakitina. Notizie biografiche sugli artisti e catalogo delle opere esposte . 8vo pp. 120 Brossura (wrappers) Molto buono (Very Good) "I bozzetti messi a disposizione dalla Collezione Jelena Ratikina - matite colorate, acquarelli, gouache, collage - offrono uno spaccato vivace e brillante delle tre grandi linfe del teatro russo, Mosca - Leningrado - Ucraina, e testimoniano più che il riflesso l'attiva partecipazione alle ricerche e ai traguardi artistici dell'epoca, inducendoci a pensare che, come nei bozzett progettati da Depero per il teatro, il loro significato vada ben al di là della scena".
Collezione di teatro - 262: Atti unici
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Rispetto alle prime prove drammatiche la tetralogia non è semplicemente una fase più matura: essa ha il senso di un passaggio dalla naturalità all'astrazione. Come nel giovane Kandinskij dai lavori Jugendstil osserviamo emergere magicamente le forme astratte, così in Cechov dal dramma tradizionale si arriva, in tutta la tetralogia a quell'"opera astratta come una sinfonia di Cajkovskij" di cui parlava Mejerchol'd, dove anche gli oggetti sono presenti come quei "correlativi oggettivi" che Eliot definisce in un saggio sull '"Amleto": dati esterni, il cui sistema deve evocare un'emozione particolare. In questo teatro "astratto" c'è un fascino ipnotico che ancora ci incanta e c'è tutta la limpida umanità di uno scrittore, il cui principio etico-intellettuale fu, come egli scrisse, "la più assoluta libertà, la libertà dalla forza (cioè dalla pressione di qualsiasi forza. v.s.) e dalla menzogna", in qualunque forma esse si manifestino, e per il quale quindi il futuro non era un dogmatico feticcio ideologico, ma una critica costruzione ininterrotta, una razionale speranza fondata sui valori di un rinnovato umanesimo laico-cristiano." (Dall'Introduzione di Vittorio Strada)