Rome la ville éternelle le Vatican la chapelle Sixtine
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«Stavo studiando il Secondo concerto di Brahms... una musica tempestosa. Brahms l’aveva composta perché travalicasse le capacità di una donna, e a volte avevo l'impressione di una lotta spietata tra me e il pianoforte...» Dopo una prova difficile, la pianista Hélène Grimaud entra in un negozio di antiquariato e scopre una chiave, uno specchio di Lewis Carroll e un manoscritto di Karl Würth, pseudonimo di Brahms. Questo manoscritto narra un viaggio a Rügen, un'isola nordica avvolta in un silenzio inquietante, che affascina l'autore. Hélène percepisce similitudini tra il viaggio di Brahms, il suo incontro con un lupo e la sua ricerca sul destino ecologico del mondo, che l'ha portata a creare un rifugio per lupi a Salem, NY. Colpita dalle coincidenze «fatali», decide di tornare ai suoi lupi a Salem, una città con legami storici alla stregoneria, simile a Rügen. La narrazione semplice e avvincente dell'autrice esplora la ricerca «del Paradiso e dei suoi suoni», coinvolgendo il lettore in un'atmosfera magica di coincidenze che potrebbero non essere tali, ma un filo rosso che guida l'autrice nel suo viaggio, lontano dalla vita quotidiana, come spesso accade agli artisti.
Jedna z nejznámějších současných francouzsky píšících spisovatelek, která sama vyrůstala jako dcera belgického diplomata v Japonsku, se nyní v milostném příběhu inspirovaném vlastním životem vrací do země svého dětství a popisuje zrod lásky mezi jednadvacetiletou učitelkou francouzštiny a jejím dvacetiletým japonským žákem. Dobře zná tamější prostředí a dokáže ho také přiblížit čtenářům. Román byl nominován na několik cen a autorka za něj získala cenu francouzských novinářů Prix de Flore.
Cresciuto in una famiglia di umili origini, sovrastato da un padre autoritario, l’infanzia di Anton Cechov ha segnato profondamente tutta la sua esistenza e la sua intera opera. Un’infanzia “senza infanzia”, come disse lui stesso, vissuta con la consapevolezza di una condizione miserabile e nel terrore della violenza. In una lettera a un amico scrisse: “Mio padre cominciò a educarmi, o più semplicemente a picchiarmi, quando non avevo ancora cinque anni. Ogni mattina, al risveglio, il mio primo pensiero era: oggi sarò picchiato?”. Eppure, le sue opere rivelano una nostalgia dell’innocenza, un desiderio di ritrarre l’umanità sofferente, la capacità di tenere uniti il sublime e il mistero. Irène Némirovsky è sempre stata affascinata dalla figura di Cechov, che era morto un anno prima della sua nascita. L’autore di Zio Vanja era un suo riferimento costante. Nelle sue riflessioni, nelle sue ricerche di significato, è all’opera del grande scrittore russo che la Némirovsky chiedeva le risposte. La vita di Čechov è anche un saggio sulla letteratura russa, una riflessione di immenso valore sui fili che legano Čechov, Tolstoj e Gorkij, e un sigillo che l’autrice francese ha voluto mettere sull’incontro tra due anime stranamente vicine.
Význačná belgická spisovatelka zasazuje děj tohoto románu do otřesné televizní reality-show simulující podmínky koncentračního tábora. V kulisách příběhu jedné z obětí, mladé dívky známé pod pořadovým číslem CKZ 114, která vzbuzuje až obsedantní touhu v dozorkyni Zdeně, se Nothombová zamýšlí nad skutečnými významy hodnot, jako je identita, morální čistota, zásadovost. Kontroverzní román vzbudil mezi francouzskou odbornou i laickou veřejností bouřlivou polemiku.
Il conte Neville, aristocratico belga decaduto, è costretto a vendere il suo magnifico castello nelle Ardenne. Prima di uscire di scena, per celebrare l’onore della famiglia, decide di organizzare una lussuosissima festa di addio. Ma nei giorni che precedono l’evento Sérieuse, la sua figlia più giovane, fugge di casa e si nasconde nella foresta. A trovarla è una misteriosa chiaroveggente e sarà costei, dopo aver avvertito il conte del ritrovamento della ragazza, a fargli una spaventosa profezia: “Durante il ricevimento, lei ucciderà un invitato.” Il conte Neville, ossessionato da queste parole, dovrà trovare un modo per sfuggire al suo tragico destino. Riprendendo Oscar Wilde e la tragedia greca Amélie Nothomb gioca con la letteratura e con l’intelligenza dei lettori, fornendo come al solito una sua personale versione dei miti.
V pořadí již čtvrtý česky vycházející román jedné z nejvýznamnějších současných francouzsky píšících autorek. Průbojná, obletovaná a všemi obdivovaná Krista se na fakultě začne přátelit s nenápadnou a osamocenou Blankou, která je zpočátku na vrcholu blaha. Drama začíná v okamžiku, kdy se Krista začne zmocňovat světa Blanche, až ji z něj úplně vytlačí. Antikrista je dalším mistrovským průnikem Nothombové do psychologie jejích dospívajícíh postav.
Catherine šokujícím způsobem a se syrovou otevřeností vypravuje o svém sexuálním životě a s chutí tím přivádí v úžas čtenáře, kteří na tak drsnou zpověď nejsou zvyklí. Některé pasáže doslova vyrazí dech. Sexuální scény jiskří erotickými výboji a vyvolávají gejzíry pestrých představ. Titul bezesporu patří k nejodvážnějším knihám, jaké se kdy v oblasti erotické literatury vyskytly.
Con la fine della Prima Guerra Mondiale, ormai ottantenne, Violette Ailhaud decide di raccontare una vicenda incredibile, vissuta in prima persona nel suo piccolo villaggio dell’Alta Provenza.Nel 1852, infatti, quando Violette ha solo diciassette anni, tutti gli uomini del suo villaggio, dichiaratamente repubblicani, e quindi ostili a Luigi Napoleone Bonaparte, vengono arrestati o deportati, e chi cerca di fuggire (tra questi proprio il promesso sposo di Violette), viene passato per le armi. Per due anni nel villaggio, condotto da sole donne, non si vedono più uomini: né ladri, né autorità e nemmeno preti. Ormai sfinite dalla fatica e dalla mancanza di amore, le donne stipulano tra loro un patto. Il primo uomo che apparirà all'orizzonte dovranno dividerselo, per poter ridare vita al villaggio.