Viviamo in un'epoca di cancellature e revisioni storiche, caratterizzata da scuse pubbliche da parte di leader mondiali per torti del passato. Questo contesto attuale stimola l'idea di un "tribunale della storia", dove si confrontano accuse e difese, e si esaminano eventi storici per acquisire nuove conoscenze e giudizi. Paolo Mieli sottolinea che le scuse pubbliche non sono sentenze definitive, ma riflettono una nuova percezione del passato. Attraverso figure storiche come Fidel Castro, Mussolini, Vittorio Emanuele III e Gesù di Nazareth, Mieli esplora l'applicazione di un metodo "giudiziario" per rivedere fatti e personaggi storici. È fondamentale che questo metodo venga utilizzato in modo onesto; altrimenti, ogni sforzo risulterebbe vano. Il vero processo da affrontare è quello contro la falsificazione della storia, un compito che il "tribunale della storia" svolge in un'era di informazione continua e accessibile. Questo tribunale è sempre attivo, riflettendo la necessità di un'analisi critica e onesta del passato.
Paolo Mieli Knihy
Paolo Mieli je italský novinář a esejista, jehož práce se soustředí na politiku a historii. Po studiu fašismu a pod vedením Renzo De Feliceho se Mieli etabloval jako významný komentátor italského veřejného života. Jeho psaní často zkoumá složité historické a politické souvislosti, které formovaly moderní Itálii. Své postřehy sdílí prostřednictvím publicistiky a esejů, čímž nabízí čtenářům pronikavý pohled na současné dění.






Scritti e discorsi
1945-1962 - Prefazione di Paolo Mieli - Raccolta integrale dall'archivio storico Eni
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Saggi italiani: Lampi sulla storia. Intrecci tra passato e presente
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Nell'intreccio dei rami dell'albero della storia, esplodono scintille tra passato e presente, generate dall'applicazione rigida di categorie contemporanee a eventi storici. Queste scintille possono trasformarsi in fiamme quando il nostro sguardo è influenzato da pregiudizi e tesi preconfezionate, rischiando di dar vita a incendi in un campo storico dove l'analisi supera le semplificazioni. Comprendere il presente richiede la capacità di andare oltre le apparenze e correggere le deformazioni del racconto storico, riconoscendo i capovolgimenti con cui il passato è spesso presentato. Attraverso figure centrali come Robespierre, Gramsci e De Gaulle, e eventi cruciali come la caduta del Duce e la nascita dello Stato di Israele, l'autore offre un viaggio rigoroso nella storia, sia antica che recente, italiana e internazionale. L'obiettivo è sfatare falsi miti e incongruenze di giudizio, utilizzando documenti inediti e proponendo visioni alternative a quelle ufficiali. Si sottolinea l'importanza di domare le fiamme che divampano nella storia, riconoscendo che i focolai accesi non si estingueranno senza un profondo rispetto per il passato e la sua complessità.
La Grande Guerra nelle prime pagine del Corriere della Sera 1914-1918
- 357 stránek
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Lo storico ha il compito di trasmettere la memoria e il dovere di ricordare, ma ci sono momenti in cui dimenticare diventa necessario. Nell’Atene del V secolo, dopo il regime dei Trenta Tiranni, venne imposto il Patto dell’oblio, che vietava di “rivangare il passato” per garantire la salvezza della città. La storia ha spesso richiesto di concederci una sospensione della memoria per rimettere le cose in ordine, anche se provvisorio. Oggi, dopo la fine del Novecento, affrontare la nostra memoria condivisa è più che mai cruciale. La scomparsa di fascismo e comunismo non ha posto fine all'uso politico del passato; nuove dottrine e radicalismi si sono mescolati con le vecchie ideologie, rendendo difficile per analisti e narratori trovare un respiro per una riflessione profonda. Queste pagine attraversano oltre due millenni di storia, esplorando interpretazioni, errori e menzogne. Dalla Firenze di Savonarola alla Roma fascista, dall'inquisizione allo schiavismo, l'autore intraprende un viaggio nella memoria intermittente, convinto che affrontare la storia senza pregiudizi possa rivelare sorprese e permetterci di “ritrovare una base comune” per esplorare il passato.
L'eroico ingresso a Fiume del poeta guerriero D'Annunzio è stato utilizzato come mito fondativo dai Fasci di combattimento, ma molti dei legionari coinvolti non aderirono mai al fascismo. Questo è solo uno dei trenta episodi di manipolazione storica che Paolo Mieli smaschera, invitando a diffidare di fonti inattendibili e versioni distorte. Alcuni casi riguardano falsi d'autore, come il diario di Galeazzo Ciano, modificato dal genero del Duce. Altri rappresentano tentativi, più o meno consapevoli, di alterare l'interpretazione di eventi significativi del passato. Spesso si nota un uso politico della - presunta - verità. Il filo conduttore dei saggi raccolti è l'indagine delle verità nascoste, quelle neglette e distorte, attraverso il rigore storico e l'acume critico di Mieli. L'analisi si muove dall'Italia del Novecento, toccando figure fondamentali come Mussolini, De Gasperi e Togliatti, e affrontando temi attuali come antisemitismo e populismo. Inoltre, illumina personaggi internazionali come Churchill, Stalin e Mao, esplorando eventi poco conosciuti della storia antica e moderna, dalla rivolta di Spartaco alla "congiura" di Tommaso Campanella. Mieli suggerisce che "in campo storico le verità definitive, al di là di quelle fattuali e comprovate, non esistano".

