Tra il silenzio e il tuono
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È inutile chiedersi cosa sia la felicità o come raggiungerla, scrive un padre ai suoi figli in una lettera che apre questo libro. La felicità non è questione di momenti, ma una presenza costante che corre parallela a noi; il problema è saperla intravedere. Roberto Vecchioni, autore e padre, condivide racconti per i suoi figli - Francesca, Carolina, Arrigo ed Edoardo - attingendo alla sua biografia. Le storie spaziano dalle bizzarrie vissute insieme a episodi comici e drammatici della sua carriera di insegnante, agli amori perduti e ritrovati, fino a un ritratto di suo padre Aldo. Vecchioni costruisce un manuale su come afferrare la felicità, evitando che diventi solo un ricordo. Il volume include anche canzoni scritte in quasi quarant'anni, squarci letterari come un racconto delle Mille e una notte, la storia di Paolo e Francesca, il mito di Orfeo ed Euridice, e un frammento di Saffo. La Casa sul lago, testimone di momenti difficili e spaventosi, è un altro elemento centrale. Vecchioni ci guida in un viaggio personale attraverso quello che chiama "il tempo verticale", dove passato, presente e futuro si intrecciano, e nulla si perde. La felicità, afferma, non è un concetto astratto, ma la geometria stessa della vita.
Un libraio non vende libri, ma li legge ad alta voce a un ragazzo, l'unico in grado di ascoltarlo. Le parole di Saffo, Pessoa, Tolstoj e Rimbaud si intrecciano in un racconto che esplora il significato profondo della scrittura. Ogni parola è un amore non corrisposto, un diario da riempire in fretta, poiché il tempo è limitato. Un giorno, però, la città si risveglia priva di parole; la gente, incapace di comunicare, vaga in una nebbia di cose senza nome. Tutti hanno perso le parole per sempre, e la responsabilità è collettiva. Solo un ragazzo, "Frullo", è immune a questo incantesimo e può narrare gli eventi straordinari che hanno condotto a questa situazione. La sua salvezza è legata al libraio, un uomo misterioso che è arrivato in città con bauli pieni di libri e una grande voglia di raccontare. Mal accolto dalla comunità per la sua diversità, il libraio riesce a stabilire un legame speciale con Frullo, che lo ascolta ogni sera mentre legge i passaggi più belli della letteratura. Le parole lette aprono a Frullo e a ogni lettore un universo di emozioni e storie, creando un'eco che risuona come una favola infinita.
Rileggendo queste poesie, ho realizzato di aver vissuto una storia sentimentale, non solo un amore. La differenza è significativa: un amore ha un inizio, un'intensità, sfiorisce e può colorare il resto della vita, mentre una storia sentimentale persiste anche dopo la fine, trasformando l'uomo, il mondo e le parole in funzione di quella speranza e di quel ricordo. Ogni valore e sensazione nasce, vive e muore nella speranza e nel ricordo. Le poesie sono state scritte principalmente nel '62-'63, con alcune nel '61, poche nel '60 e nel '64. Seguendole cronologicamente, si percepisce il sovrapporsi e il prevalere di motivi diversi, seguendo una logica, o più spesso una non-logica, che caratterizza le manifestazioni umane. La tecnica non è fondamentale; ciò che conta è il lungo viaggio e la consapevolezza di diventare uomo, acquisita attraverso la sofferenza. Questa consapevolezza comporta un distacco continuo da alcuni momenti per abbracciare nuove stagioni. Raggiungo questa umanità profonda attraverso un amore sfortunato, un incontro che si consuma nella sua semplice e esclusiva poesia, troppo spirituale e idealizzato per essere reale.