Domenico Starnone se ve své práci často zaměřuje na témata související s jeho zkušenostmi učitele na střední škole. Jeho psaní, které se objevilo v různých novinách a satirických časopisech, zkoumá hlubší aspekty života a vzdělávání. Kromě své literární kariéry pracoval také jako scenárista, přičemž některé jeho knihy byly adaptovány do filmů. Jeho jedinečný styl a pronikavé postřehy z něj činí pozoruhodného hlas v italské literatuře.
Křehké vyprávění o manželství a rodinných vztazích
Co je to rodina a co ji drží pohromadě? Aldovo a Vandino manželství prošlo hned v počátcích těžkou zkouškou. Přetrvalo, je však plné trhlin a stále otevřených ran, o nichž postupně promlouvají oba manželé i jejich dvě děti. Každý z nich jako by ale vyprávěl jiný příběh. Každý má svou pravdu, svou vinu i svou pomstu. Všichni hledají způsob, jak s těmito závazky žít a jak nalézt rovnováhu mezi povinnostmi a osobními touhami.
„Paměť je tak záludná, že každá vzpomínka už je prvním stadiem lži.“ Jak se vyrovnat s dětstvím stráveným ve stínu autoritativního a zahořklého otce? V silně autobiografické rodinné kronice jednoho z nejvýznamnějších současných italských spisovatelů ožívá jedinečný genius loci italské Neapole druhé poloviny minulého století. Složité vztahy, nenaplněné ambice, prokletí průměrnosti, žárlivost – to vše v sugestivním vyprávění, z něhož dýchá syrovost života.
Učitel a později úspěšný spisovatel Pietro je celý život vázán důvěrným poutem ke své bývalé studentce Terese, s níž prožil vášnivý vztah. Kdysi si totiž vzájemně svěřili kompromitující informaci. Vzniklá důvěrnost je jim tmelem, ale i zbraní, kterou se drží v šachu. Co tedy provedli? Je lepší lásku živit milosrdnou lží, nebo nelítostnou pravdou? Podobá se láska lávě z vybuchlé sopky, nebo stojaté vodě v bezpečném přístavu? Zná nás lépe ten, s kým jsme prožili celý život, nebo ten, kdo zná naše tajemství?
Exploring themes of childhood, memory, and obsession, this novel delves into the complexities of the narratives we create and inhabit. The story, crafted by National Book Award Finalist Domenico Starnone, invites readers to reflect on the fictions that shape our lives, offering a poignant examination of how these elements intertwine and influence our perceptions of reality.
Právě za svůj debut získala roku 2000 tehdy třiatřicetiletá americká autorka indického původu Pulitzerovu cenu. Spisovatelka s výjimečným citem pro jemná hnutí mysli tlumočí soužení svých krajanů, kteří se v Americe potýkají s odlišným životním stylem a hledají rovnováhu mezi svými tradicemi a lákavými americkými novotami. Indové narození v Americe zjišťují, že "tlumočníky" často potřebují nejen ve vztazích s Američany, ale i s indickými partnery nebo příbuznými. Každý, kdo se kdy cítil cizincem, ať už zeměpisně či citově, najde v této pozoruhodné knize povídek svůj příběh.
Uno scrittore maturo sta avviando la stesura del suo nuovo romanzo. È incerto, insicuro dei propri mezzi. Lo diventa ancora di più quando incontra Gamurra, un ambizioso giovanotto che gli affida la sua opera prima sperando di essere aiutato. Il piccolo mondo della letteratura ronza, è un rumore di fondo che mal si concilia con il lavoro. Eppure è dentro quel mondo che Gamurra riappare ormai coronato dal successo, ed è in quel mondo che il protagonista corteggia, ricambiato, una "collega" colta e affascinante, tanto da minare il suo rapporto con la moglie. Da bambini si gioca con l'imperfetto (io ero, tu eri) e si evocano mondi immaginari. Da adulti un artista continua il gioco. Ma quanto è pericoloso abitare una realtà parallela?
Last Letters of Jacopo Ortis is a masterly prose work by one of Italy's most
celebrated poets, and perhaps the greatest Italian novel of the Romantic
movement.
Domenico Starnone questa volta parla di denti. Di denti, sì. Che diventano la chiave nevrotica per interpretare se stesso e gli altri, la follia dei sentimenti e l'ingiustizia del dolore, la mania di esistere e la tentazione di farne a meno. Complici ironia e paradosso, la realtà passa attraverso un irresistibile filtro ortodontico. Èallora precaria e dolce come i denti da latte dell'infanzia, è cruda e invasiva come i denti non più sostituibili della maturità, è patetica e imbarazzante come i denti rotti dal lancio di un portacenere durante un litigio amoroso, è forte e splendente come la chiostra di denti del rivale, è umiliante e umiliata, come i denti esaminati, scalpellati e cavati da quella obliqua e infelice manifestazione degli "altri da noi" che sono i dentisti. Nessuno la racconta com'è, come dev'essere. Tanto meno i dentisti che - diceva Flaubert - sono tutti bugiardi. Ma - replica Starnone - non possiamo farne a meno; e forse sull'avventurosa strada delle nostre quotidiane esistenze se ne trova infine uno più gentile, più a modo, più consapevole. Chissà.
Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso
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"Tutta la mia vita di studente è stata, se ridotta all'osso, uno star buono, schivare all'occorrenza, arrendersi subito in caso di necessità. Parlare, naturalmente parlavo solo se interrogato". Il difficile compito dell'insegnante nella scuola di oggi, raccontato attraverso storie di vita quotidiana ed esercizi di immaginazione. Si può partire da alcune domande: cos'è stata la scuola? Quali aspettative suscitava? Che tipo di insegnanti e che tipo di allievi vi si trovano? Che studenti siamo stati che insegnanti volevamo essere? Di fronte a generazioni sempre più a disagio, vulnerabili, in cerca di risposte, occorre partire da questo genere di esercizi, di comunicazione e comprensione, per non commettere gli stessi errori del passato e crare uno spazio comune pe le esperienze e i punti di vista. Perché i ragazzi sono cambiati sono cambiato e la scuola è rimasta sempre la stessa.
Anno scolastico 1985-1986. Sullo sfondo di una scuola esilarante, descritta minuziosamente in tutti i suoi rituali, insegnanti e studenti vagano senza meta per corridoi e aule. Tutte le passioni sono sopite. Anche il dubbio ha perso ogni funzione didattica. La cattedra è un'ex cattedra. A tratti, in questo ambiente rigorosamente chiuso, giunge l'eco degli eventi del mondo. Allora si accendono vecchie e nuove passioni. Ma è un fuoco di paglia. Insegnanti e studenti tornano presto ad essere figure impassibili e insieme compassionevoli, come quegli attori tristissimi pagati per prendere torte in faccia. "Ex cattedra" diverte, ma al modo di quegli attori: mettendo in scena una tragedia che, varcato il limite del tragico, volge al comico. Nato come resoconto settimanale delle condizioni di lavoro nella scuola media superiore (ogni domenica sulle pagine di "il manifesto"), questo testo trasforma il reportage su una istituzione ai margini estremi della crisi in una narrazione che corre sul filo della risata.In copertina: disegno di Sergio Staino
Tra tutti i ripetenti, l'insegnante è il più ripetente di tutti. Gli studenti, come sassi di una fionda, fanno un po' di giri e poi finiscono via. L'insegnante resta, anno scolastico dietro anno scolastico, imbambolato dalla giostra su cui è salito a sei senza sapere che non ne sarebbe sceso più. Un insegnate pluriripetente racconta qualche giro sulla 'giostra scuola'. Ne vengono invenzioni buffe praticamente vere. Un'allieva che cambia continuamente nome per confondere il suo insegnante. Un amore infantile nato tra "Pianto antico" e "Chiccolino dove vai". Un docente svampito braccato dai fantasmi senza nome dei suoi studenti. Un corso interdisciplinare più attento al Moro di Venezia che a un giovane studente nigeriano. Una fuga attraverso aule e corridoi di un insegnate che non vuole pianificare il suo lavoro. Il Novellino di un'istituzione - la scuola media superiore - freneticamente immobile.