Il calcio è un affare in cui le mafie si infiltrano dove ci sono soldi. Partite truccate, scommesse clandestine legate a centrali asiatiche, racket a bordo campo e merchandising falso sono solo alcune delle voci di un bilancio miliardario e sporco. Oltre al denaro, il football rappresenta anche potere: i clan comprano squadre per ottenere consenso e influenzare le città, utilizzando i giovani calciatori e gli ultras come strumenti di controllo. Nel frattempo, gli stadi si svuotano e molti tifosi provano delusione e disgusto. Le storie raccontano della scalata dei casalesi per conquistare la Lazio, delle immagini di Maradona e Hamsik con i padrini, e di una cordata di riciclatori che tentava di acquistare la Roma. Si esplorano anche le connessioni tra criminalità e sport, come la gita a Scampia di Balotelli e le relazioni di Sculli con il crimine organizzato. Attraverso un mix di cronaca e giurisprudenza, si rivelano non solo i fatti ma anche le lacune nei sistemi di controllo della giustizia sportiva, evidenziando le logiche di trattativa di un'associazione di privati.
Gianluca Di Feo Knihy



I Gattopardi
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Che le mafie abbiano connessioni e collusioni con parti del sistema economico, politico, giudiziario del Paese lo leggiamo da anni su libri e giornali; come pure ci sentiamo spesso ripetere, troppo genericamente, che la mafia è soprattutto una "cultura mafiosa". Non sappiamo però quali sono concretamente i ruoli dei diversi protagonisti, chi davvero fa cosa. Raffaele Cantone ce lo spiega in questa conversazione con Gianluca di Feo, mettendo in evidenza il nodo cruciale dell'intreccio, il circuito vizioso in cui le organizzazioni criminali, gli imprenditori, la società fanno "sistema" e traggono reciprocamente vantaggio gli uni dagli altri. Cantone, grazie a uno straordinario lavoro di ricerca giudiziaria, ricostruisce infatti la rete di connessioni messa in piedi dalla criminalità organizzata in Italia negli ultimi vent'anni, racconta nei dettagli quali sono i business, i mercati, le regioni, gli appalti, i clan e gli enti coinvolti nel circuito e qual è il ruolo svolto dai diversi protagonisti: i gattopardi, appunto. La ricostruzione di come funziona davvero il sistema criminale nel nostro Paese.
Per troppo tempo gli italiani si sono rassegnati a una rete di malaffare che avvinghia e soffoca tutte le forze del la politica, l’imprenditoria, gli uffici pubblici, fino a minare le fondamenta della vita civile. È un sistema paralizzato, dove le bustarelle sono l’unico metodo per sbloccare una pratica o conquistare un appalto, che inghiotte le risorse necessarie per far ripartire l’economia e non dà spazio alle energie positive. Un meccanismo che è diventato insostenibile e va combattuto introducendo nella società gli anticorpi che riconsegnino ai cittadini la fiducia in un futuro senza mazzette nО intrallazzi, dove i meriti e le capacità riescano ad affermarsi.In questo libro il presidente dell’Autorità anticorruzione Raffaele Cantone e il giornalista Gianluca Di Feo, ripercorrendo le vicende del Mose di Venezia, dell’Expo di Milano e di Mafia Capitale a Roma, si confrontano per individuare i problemi chiave del nostro Paese e per suggerire delle soluzioni. Per lasciarsi alle spalle l’Italia delle tangenti occorre una rivoluzione culturale che, come suggerisce Cantone, non deve aver paura di far piazza pulita, perché il tempo stringe e “bisogna cogliere ogni occasione per dare un segnale cambiare gli uomini e innovare le strutture, per dimostrare concretamente che siamo capaci di intervenire e sanare le ferite”.