Giovanni Floris Pořadí knih (chronologicky)






Quella notte sono io
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La memoria è un animale strano. Passi una vita a cercare di domarla, ma basta un attimo per renderti conto che sei solo un illuso. Per Stefano, quell'attimo arriva con un telegramma che lo riporta indietro di ventisette anni, alla notte che lo ha reso l'uomo che è: un appuntamento con il passato che non può più rimandare. Al casale, in un tranquillo weekend estivo, ci sono gli amici del liceo, con cui non si vedono dalla maturità: Margherita, che non si è perdonata, Silvia e Lucio, che invece si sono perdonati tutto, e Germano, che forse non ha ancora capito nulla. A riunirli è la madre di Mirko, il ragazzo diverso che in quella maledetta gita hanno trasformato in vittima e nodo irrisolto di colpe enormi. Il pomeriggio si rivela più lungo del previsto, mentre i protagonisti di quei giorni sfilano davanti ai loro occhi, in un processo che mette a nudo una verità inaspettata. Giovanni Floris raccoglie le domande sui troppi casi di violenza tra i giovani, creando un romanzo sulla responsabilità verso il futuro. Perché non esistono vittime e carnefici se riconosciamo il diritto di essere tutti diversi.
Il confine di Bonetti
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Un’ultima notte da leoni con gli amici di sempre si trasforma in un incubo per il notaio Ranò, un borghese romano che si ritrova in cella e davanti a un magistrato. La verità emerge, rivelando non solo i dettagli di una folle serata, ma anche una confessione che ripercorre la sua vita e le avventure con il suo gruppo di amici. Al centro della narrazione c'è Marco Bonetti, un famoso regista che condivide con Ranò il destino di finire in carcere. La confessione di Ranò si sviluppa in un viaggio di formazione, illuminato da un’amicizia maschile, tra disavventure sentimentali, vacanze indimenticabili e giri in motorino in una Roma amata. La storia solleva interrogativi su come si perdano i sogni giovanili e sul confine tra adolescenza e vita adulta, tra possibilità e rimpianto. Giovanni Floris, per la prima volta, utilizza la narrativa per esplorare la realtà, mescolando immaginazione ed esperienze in un romanzo che è anche un ritratto di una generazione. I ragazzi degli anni ottanta, quelli che hanno vissuto un’adolescenza magica e piena di speranze, sono al centro di questa storia, che riflette il cambiamento delle ideologie e della società.
Mal di merito
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Roma, 1990: un archivio del sottosegretariato alla Difesa è pieno di plichi e scatoloni. Nel 2005, emerge che le Poste hanno un database contenente richieste di assunzioni e promozioni, con lettere di risposta indirizzate a persino due cardinali. La “spintarella” è il metodo più diffuso in Italia per spostare lavoratori, ma immobilizza l'intero Paese, livellando meriti e bloccando la ricerca. Questa inchiesta ironica esplora il colossale spreco delle menti migliori di generazioni italiane. Si racconta di un genio della sperimentazione sulle staminali costretto a emigrare, di un fisico che analizza meteoriti nel tinello, e di un barone che esclude un cardiologo promettente da un concorso. Floris, attingendo alla propria esperienza, rivaluta l'individualismo meritocratico degli anni Ottanta e analizza il Sessantotto, evidenziando meriti e demeriti. Rievoca le avventure di un giovane giornalista in un'Italia medievale, con caste e feudi inespugnabili. Diagnostica una malattia degenerativa che minaccia il futuro del Paese, una paralisi che la classe dirigente non riesce a curare. Tuttavia, tra Steve Jobs e Alberto Sordi, individua esempi di resistenza e possibilità di ripresa. Con una cura adeguata, l'Italia può ancora guarire dal mal di merito.
Risiko i problemi degli italiani
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In Italia, la politica si trasforma in un gioco da tavolo, simile a Risiko, dove i politici si confrontano in un campo di battaglia lontano dalla realtà. Ogni giorno, chiedono ai cittadini di schierarsi su frontiere ideologiche come Liberalizzazione o Protezione, Innovazione o Conservazione. La divisione del paese non è causata da idee alternative, ma da atteggiamenti e frasi fatte imposte da chi detiene il potere, mascherando l'incapacità di trovare soluzioni concrete. La regolamentazione di un mercato del lavoro iniquo diventa una battaglia "pro o contro la legge Biagi", mentre le discussioni sulle nuove infrastrutture si riducono a conflitti tra favorevoli e contrari. Le famiglie italiane, in difficoltà economica, cercano di far quadrare i conti, mentre i governanti si perdono in dibattiti sulla Famiglia Ideale, trascurando aiuti concreti come finanziamenti e servizi. Giovanni Floris esplora le vere fratture della società, analizzando chi paga le tasse, il significato dell'incertezza lavorativa e le pensioni. Indagando le speculazioni finanziarie e i monopoli, rivela come spesso l'interesse dei cittadini venga sacrificato a giochi di potere. Per risollevare un Paese in crisi, è necessario abbandonare la guerra per la sopravvivenza e concentrarsi su riforme pragmatiche e strutturali, imponendo un nuovo obiettivo alla politica: smettere di giocare.