Dobrodužné povídky o lidech, zvířatech a přírodě nejjižnější výspy jihoamerického kontinentu. Chilský autor F. Coloane (nar. 1910), který je svými tématy blízký Londonovi, Melvillovi a Conradovi, přivádí čtenáře do nejnehostinnějších míst planety, kde vládnou kruté zákony přírody a lidé, bojující o každodenní přežití, podléhají v nesmírném tichu rozlehlých plání a v hřmotu příboje primitivním instinktům. Kromě syrové, sychravé atmosféry „konce světa“ z povídek čiší i obdivný úžas nad krásou divoké přírody a oslava prostého lidství.
Il volume raccoglie le interviste realizzate da Marta Duran de Huerta al subcomandante Marcos, eroe della guerriglia zapatista nel Chiapas. Attraverso aneddoti e riflessioni, Marcos lascia emergere le avventurose vicende che hanno segnato e continuano a segnare la vita sulle montagne del Chiapas: si va dal commovente racconto della bimba morta di dissenteria per mancanza di medicinali alla lettura della carta dei diritti delle donne indie, dal nobile affresco della comunità india alla disincantata percezione della fatica esistenziale (con inevitabili episodi di ubriachezza e violenza) da cui è afflitto quel popolo che rischia di essere condannato a sparire. Nessuna dissertazione politica e molta, molta partecipazione affettiva.
Dicembre 1951. Due giovani studenti di medicina argentini, Ernesto Guevara de la Serna e Alberto Granado, partono in sella a una sgangherata motocicletta, pomposamente battezzata "Poderosa", per attraversare l'America Latina. In quei sette mesi di avventure e incontri, destinati a forgiarli per sempre, toccheranno mille luoghi, dalle rovine di Machu Picchu al lebbrosario di San Pablo. Durante il viaggio Ernesto raccoglie appunti e, una volta rientrato, li riordina in un diario che è ormai un mito, l'opera più celebre del Che, un libro di culto letto e amato da almeno tre generazioni. Queste pagine svelano lo sguardo fresco ma già critico e intelligente dell'uomo destinato a diventare, di lì a poco, il comandante Che Guevara; contengono ì mille volti dell'America, la miseria degli Indios e la folgorante bellezza del paesaggio; raccontano il desiderio di conoscere, esplorare, capire, emozionarsi come solo a vent'anni si può, mentre la moto perde pezzi per strada e due ragazzi si trasformano in uomini. Come scrisse Guevara riflettendo su quell'esperienza, "quel vagare senza meta per la nostra "Maiuscola America" mi ha cambiato più di quanto credessi".