Knihobot

Chandra Livia Candiani

    Vele: I visitatori celesti
    Fatti vivo
    Collezione di poesia - 419: La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore
    Pečuj o své démony. Starobylá moudrost pro vyřešení vnitřního konfliktu
    Questo immenso non sapere
    Vele - 143: Il silenzio è cosa viva. L'arte della meditazione
    • Nel mondo di Chandra, dove la parola è anche immagine e poesia, meditare è anzitutto stare fermi; sedersi e seguire umilmente e con pazienza il respiro, accoglierlo in silenzio, conoscere ma senza pensare. Meditare è seguire i movimenti della nostra mente smettendo di affaccendarci in azioni, pensieri, preoccupazioni per il futuro, ricordi del passato. Meditare non è fare il vuoto intorno a noi. Anzi: è non separare i mondi, non dividere quel che consideriamo spirituale da quel che riteniamo ordinario. E i gesti quotidiani di cucinare, lavare i piatti, telefonare, pulire, leggere possono diventare forme di preghiera. È insomma stare dentro noi stessi, dentro tutto ciò che siamo in quel momento, consapevolmente. Spesso si pensa che la soluzione al dolore e all'ansia sia altrove, ma è nel dolore la soluzione del dolore (e nell'ansia la soluzione dell'ansia). Sentendolo, abitandolo, assaporandolo, non è più un estraneo, ma a poco a poco un ospite scomodo, irruente, tempestoso e infine un pezzo di noi.

      Vele - 143: Il silenzio è cosa viva. L'arte della meditazione
      4,2
    • Význačná vůdčí osobnost amerického buddhismu Tsulrim Allione vysvětluje, že čím usilovněji bojujeme proti svým démonům, tím silnějšími se tito démoni stávají. Pokud se od tohoto boje chceme osvobodit jednou provždy, musíme svůj přístup obrátit a svým démonům věnovat potřebnou péči. Autorka v knize poprvé přizpůsobuje revoluční moudrost největší tibetské duchovní učitelky západnímu vnímání, a zpřístupňuje tak nesmírně účinnou metodu pro vypořádání se s vnitřními nepřáteli, kteří podkopávají ty nejlepší záměry člověka. Péče o démony založená na neobyčejně jednoduché, přesto však účinné technice o pěti krocích, v hlavních rysech naznačuje strategii pro transformaci negativních emocí, vztahů, strachů, nemocí a sebedestruktivních vzorců. Tím, že své démony poznáte, dáte jim podobu a nasytíte je, se můžete z této bitvy vysvobodit. A tento model posunu od boje k nasycení démonů je možné uplatnit nejen na osobní výzvy a problémy jednotlivců, ale i na problémy světa v širokém měřítku. Kniha Pečuj o své démony obohacená o detailní příklady toho, jak jiní lidé transformovali své vlastní démony, vám poskytne pozoruhodný nový vhled do sil, jež hrozí, že vás přemohou, spolu s nástroji k dosažení vnitřního míru.

      Pečuj o své démony. Starobylá moudrost pro vyřešení vnitřního konfliktu
      4,1
    • Le poesie di Chandra Livia Candiani si rivolgono a un tu variabile, che può riferirsi a persone presenti o assenti, comunità in ascolto, entità indefinibili, la morte, o parti dell'io poetante. Questo tu si avvicina a un noi creaturale che unisce dèi, uomini e cose in una fratellanza universale, dove l'insistenza pronominale diventa invocazione piuttosto che individuazione. In Mappa per l'ascolto, per esempio, si offrono "istruzioni per l'uso" che invitano a un ascolto profondo. La voce che parla è sapiente ma leggera, mescolando linguaggio quotidiano e metafore evocative, colloquialità e schemi anaforici. La raccolta include poesie sull'infanzia, sul silenzio e sul desiderio, con versi toccanti sul lutto, che esplorano le fasi della perdita con precisione, anche quando i confini tra presenze e assenze si fanno vaghi. Le tre sezioni del libro sono interconnesse, con poesie che fluiscono da una sezione all'altra, riflettendo il rapporto tra distinzione e unità che la poetessa esplora anche al di fuori della sua opera.

      Collezione di poesia - 419: La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore
      3,9
    • Fatti vivo

      • 159 stránek
      • 6 hodin čtení

      La bambina pugile è tornata. La riconosciamo, la ritroviamo con la sua insonnia, la sua febbrile sensibilità, le sue debolezze e la sua incredibile forza. La seguiamo in un percorso poetico che evoca una sorta di narrazione emblematica. Si parte dalla casa. La vita di una persona emana dagli spazi dove è cresciuta. Portone, finestre, pavimenti, muri, scrivania, frigo, letto e così via: la bambina è come diffusa nelle cose, negli oggetti che l'hanno accolta. Poi esce nel mondo e deve inventarsi gli strumenti per percepirlo. Il libro diventa un viatico per «saper leggere le stelle | ma non la grammatica». O forse, più che guardare il mondo con occhi diversi, il passo ulteriore è essere il mondo: essere piuma, essere nuvola, essere luce. Infine c'è chi cade, tutti prima o poi cadono, ma nessuna caduta impedisce di «farsi vivi». Al di là di questo traliccio strutturale, la raccolta è molto fluida e per niente schematica. Nodi irrisolti si alternano e si intrecciano con un'esperienza mistica quotidiana, mite, senza enfasi di spossessione. Quella particolare voce, come d'infanzia, che già abbiamo conosciuto via via nei libri precedenti dell'autrice è ormai un meccanismo ad alta precisione con il quale Chandra Candiani riesce a far affiorare nella maniera più efficace ciò che non è visibile.

      Fatti vivo
      3,9