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Pierluigi Pardo

    I piedi in Italia, il cuore in Africa
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    • I piedi in Italia, il cuore in Africa

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      Una sola immagine riassume il primo annus mirabilis di Samuel Eto'o con l'Inter: il re Juan Carlos che, dopo la finale di Champions al Bernabeu, lo congratula con un semplice «Felicitazioni, hermano». In quel momento, Eto'o ripensa alla sua vita, dall'infanzia in Africa, dove doveva scegliere tra bicicletta e pallone, ai rimproveri della madre che non voleva vederlo giocare. La svolta arriva con una Mercedes nera del Real che si ferma nel suo quartiere per offrirgli un provino. Così, atterra a Madrid in calzoni corti e freddo, iniziando a correre per vivere come un bianco, accumulando completini del Real che non indosserà mai. La sua carriera diventa una storia di successo nel calcio spagnolo, africano e italiano, caratterizzata da un'energia senza precedenti, segnata solo da sporadici episodi di razzismo. Samuel Eto'o non è solo un calciatore straordinario e un simbolo del sogno nerazzurro, ma anche un esempio vivente contro il razzismo e un'icona dell'Africa in crescita. Con il suo pensiero veloce e il suo talento, incanta tutti con la sua storia, "I piedi in Italia, il cuore in Africa". (Prefazione di Massimo Moratti)

      I piedi in Italia, il cuore in Africa2010
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      Il talento più splendente e controverso del calcio italiano era già un idolo per tutti, nei vicoli di Bari Vecchia, dove è nato. Perché il mondo lo scoprisse ha però dovuto aspettare una sera di dicembre del 1999, quando, grazie a un gol rimasto impresso nella memoria di molti (di sicuro in quella degli interisti), ha stupito per la prima volta. Non aveva ancora compiuto diciotto anni. Da quel giorno è diventato ricco, famoso, pure piuttosto bello (lo dice lui...), ma non è mai cresciuto. Antonio Cassano è ancora e per sempre Peter Pan. Colpi di genio e autogol clamorosi, una linea mai retta verso il futuro, grandi esaltazioni e depressioni folli, maglie tirate in faccia, litigi, fughe e magie. In questo libro, nove anni dopo quel colpo di tacco, guarda per la prima volta dietro e dentro di sé. Racconta i diciassette anni di povertà, i nove di ricchezza, gli allenatori, le donne, il cibo, le Ferrari, gli amici, pochi ma fidati, e gli obiettivi che ha in testa: la felicità prima di tutto, quella che non si misura dal numero degli scudetti vinti. Dice tutto a voce alta, con le mani che per una volta non sono davanti alla bocca per evitare l'occhio spietato delle telecamere. Pagine di fronte alle quali vi sorprenderete: distanti da calcoli, perbenismo, banalità e compromessi, piene di un'umanità vitale e intensa, sincere e autoironiche fino allo sberleffo liberatorio e rivelatore.

      Dico tutto2008