Výběr básníkovy poezie v překladech Pavla Dominika a s doslovem Josefa Jařaba.
Damiano Abeni Pořadí knih (chronologicky)



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Appassionate, sensuali e intense, le protagoniste di Jamie Quatro sono alla ricerca di qualcosa – forse una via d’uscita – nel magma di tentazioni, infedeltà, sesso, malattia e devozione di cui si compongono queste quindici storie ironiche e rivelatrici, traumatiche eppure incredibilmente consolanti, che indagano i più reconditi segreti dei corpi insieme a un’oscura e inafferrabile religiosità. Una coppia rincasando trova nel letto il corpo dell’amante di lei, un marito chiede alla moglie di mostrargli come farebbe l’amore con un altro uomo, una ragazzina partecipa a una festa in piscina con la madre tetraplegica e vede il proprio imbarazzo tramutarsi in una devozione feroce, dei maratoneti sono costretti a correre portando allegoriche statue falliche senza poterle abbandonare... Jamie Quatro è un talento raro, capace di sposare un realismo quasi lirico ad allegorie surreali, in una narrativa breve poetica per l’intensità della lingua e vicina al romanzo per l’intelligenza delle storie.
Biblioteca Adelphi - 487: Miracolo a colazione
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«Arcaicamente nuova» – così l’ha definita Marianne Moore, di cui è ritenuta degna erede –, Elizabeth Bishop è ormai entrata di diritto nel novero dei massimi poeti americani del Novecento, ma non ha perso nulla del suo fascino elusivo. Eterna sfrattata dai Paesi come dagli affetti, ha condotto una vita appartata, itinerante, dalla Nuova Scozia a New York, da Parigi a Key West fino al Brasile. E da questa inappartenenza costitutiva nasce la sua poesia «di immensa discrezione e di immensità discreta» – secondo le ispirate parole di Seamus Heaney –, dove grazie a «una concentrazione perfettamente inutile, dimentica di sé» e a un modo assorto, metodicamente obliquo di ottenere il giusto grado di rifrazione, si accendono visioni capaci di cogliere scorci inediti di quella sostanza surreale che intride la vita quotidiana.In calce a ogni sua poesia c’è una scritta invisibile: «Io l’ho visto». «Musa infallibile», Elizabeth Bishop sa rendere perfetto il casuale: il suo mondo, composto di parole familiari, domestiche, spoglie, illuminanti, crea un gioco di iridescenze, un prisma di lacrime, di squame, di chiazze di benzina, mirabile miracolo che si schiude dalla finestra della pagina – una delle tante «gabbie per l’infinità» scoperte da uno di quei rari poeti che «hanno scelto da soli la propria gabbia».