Il calcio è un affare in cui le mafie si infiltrano dove ci sono soldi. Partite truccate, scommesse clandestine legate a centrali asiatiche, racket a bordo campo e merchandising falso sono solo alcune delle voci di un bilancio miliardario e sporco. Oltre al denaro, il football rappresenta anche potere: i clan comprano squadre per ottenere consenso e influenzare le città, utilizzando i giovani calciatori e gli ultras come strumenti di controllo. Nel frattempo, gli stadi si svuotano e molti tifosi provano delusione e disgusto. Le storie raccontano della scalata dei casalesi per conquistare la Lazio, delle immagini di Maradona e Hamsik con i padrini, e di una cordata di riciclatori che tentava di acquistare la Roma. Si esplorano anche le connessioni tra criminalità e sport, come la gita a Scampia di Balotelli e le relazioni di Sculli con il crimine organizzato. Attraverso un mix di cronaca e giurisprudenza, si rivelano non solo i fatti ma anche le lacune nei sistemi di controllo della giustizia sportiva, evidenziando le logiche di trattativa di un'associazione di privati.
Raffaele Cantone Pořadí knih (chronologicky)




I Gattopardi
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Che le mafie abbiano connessioni e collusioni con parti del sistema economico, politico, giudiziario del Paese lo leggiamo da anni su libri e giornali; come pure ci sentiamo spesso ripetere, troppo genericamente, che la mafia è soprattutto una "cultura mafiosa". Non sappiamo però quali sono concretamente i ruoli dei diversi protagonisti, chi davvero fa cosa. Raffaele Cantone ce lo spiega in questa conversazione con Gianluca di Feo, mettendo in evidenza il nodo cruciale dell'intreccio, il circuito vizioso in cui le organizzazioni criminali, gli imprenditori, la società fanno "sistema" e traggono reciprocamente vantaggio gli uni dagli altri. Cantone, grazie a uno straordinario lavoro di ricerca giudiziaria, ricostruisce infatti la rete di connessioni messa in piedi dalla criminalità organizzata in Italia negli ultimi vent'anni, racconta nei dettagli quali sono i business, i mercati, le regioni, gli appalti, i clan e gli enti coinvolti nel circuito e qual è il ruolo svolto dai diversi protagonisti: i gattopardi, appunto. La ricostruzione di come funziona davvero il sistema criminale nel nostro Paese.
Roberto Saviano bezeichnet Raffaele Cantone als den »Feind Nummer eins« der neapolitanischen Camorra, da Cantone durch seine Prozesse gegen die großen Clans zur Symbolfigur im Kampf gegen das organisierte Verbrechen avancierte. In seiner aufsehenerregenden Autobiografie gewährt Cantone erstmals einen schonungslosen Einblick aus der Perspektive der Ermittler. Aufgewachsen in Gugliano bei Neapel, wo Morde alltäglich sind und die Aufstiegschancen gering, studiert er Jura als Flucht und Protest und spezialisiert sich auf Wirtschaftskriminalität. Schließlich wird er an die Spitze der Antimafia-Behörde berufen. Mit akribischen Ermittlungen setzt er die Bosse der »Casalesi« unter Druck, deckt Netzwerke bis tief in den Staatsapparat auf und bewegt zahlreiche Camorristi zur Aussage. Doch sein Leben wird mit Leibwachen nicht mehr sicher. Er sieht sich Drohungen, Rufmordkampagnen und Erpressungsversuchen ausgesetzt. Besonders erschütternd sind die Auswirkungen auf die Zivilgesellschaft: Kinder, die in Bandenkriegen sterben, und Nachbarn, die sich von der Familie Cantone distanzieren. Diese Autobiografie dokumentiert eindringlich die Korrosion der Zivilgesellschaft und wird zu einem Meilenstein im Kampf gegen die Camorra, während sie monatelang auf den italienischen Bestsellerlisten steht.