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Renata Colorni

    Una scrittura femminile azzurro pallido
    La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente
    Ztroskotanec
    La morte della Pizia
    Gli Adelphi - 25: La lingua salvata
    • Tre giovani pianisti si incontrano a Salisburgo per un corso di perfezionamento con Horowitz. Due di loro sono talentuosi, ma il terzo è Glenn Gould, considerato da molti il massimo genio pianistico del secolo. L'incontro con Gould ha conseguenze devastanti: uno dei due si toglie la vita, mentre l'altro regala il suo Steinway a una ragazzina priva di talento e smette di suonare. Il romanzo esplora la tragedia della genialità, sia per chi la possiede sia per chi ne è colpito. Thomas Bernhard, nel 1983, abbandona la sua tipica ossessione monologante per seguire il percorso dei due pianisti, che si rendono conto dell'inarrivabilità del loro collega. Questa consapevolezza li conduce a un vuoto esistenziale, in cui l'aspirazione all'arte sublime non offre scampo. Gould, dedicandosi completamente allo studio del pianoforte, si avvicina alla comprensione del mistero della composizione musicale, mentre gli altri due devono affrontare una vita più ordinaria, accettando di essere altro oltre che pianisti. Si trovano così a contemplare tragicamente un'esistenza vuota, priva di riscatto e redenzione.

      La Biblioteca di Repubblica - 67: Il soccombente2003
      3,6
    • Una scrittura femminile azzurro pallido

      • 132 stránek
      • 5 hodin čtení

      Siamo a Vienna, nel 1936. Un alto funzionario ministeriale, sposato a una bella e ricca dama viennese, apre una mattina una lettera. Sulla busta riconosce una scrittura femminile azzurro pallido. Quella lettera si insinua immediatamente, come una lama, nella sua vita troppo levigata e la disarticola dall’interno. Apparentemente, in poche righe molto formali, la scrivente chiede l’aiuto del potente funzionario per trasferire in una scuola viennese un giovane tedesco di diciotto anni. Ma, per il destinatario, quelle righe cifrate significano il riaffiorare di un amore di molti anni prima, un amore cancellato con ogni cura. E il giovane ignoto non sarà forse un figlio ignorato? Quella storia, che ora giace nella memoria del brillante funzionario come «una tomba interrata che nessuno riesce più a localizzare», era stata forse il più grande, forse l’unico vero amore della sua vita. Ma al tempo stesso era qualcosa che il suo «cuore guasto» aveva dovuto eliminare. La feroce coazione ad adeguare la propria vita alle esigenze della società (e qui si tratta dell’alta società viennese, magistralmente accennata con piccoli tocchi), quasi un secondo parto operato da un ostetrico di se stesso, hanno distaccato quest’uomo – l’elegante, garbato, impeccabile León – da qualsiasi altro elemento della sua esistenza, dalle sue origini incerte e povere come anche da quella passione inaccettabile. Werfel è riuscito qui a creare una coincidenza fra indagine psicologica e analisi sociale che è quasi disturbante per la sua precisione. Di fatto, l’amante abbandonata è ebrea – e la volontà di cancellarla assume una coloritura livida data dal tempo e dalle circostanze. Questa storia dalla forma perfetta, pubblicata da Werfel in esilio a Buenos Aires, nel 1941, si legge oggi come un amaro gesto di congedo da Vienna e da tutta la civiltà mitteleuropea, quasi una naturale prosecuzione dei racconti dell’ultimo Schnitzler.

      Una scrittura femminile azzurro pallido1991
    • Gli Adelphi - 25: La lingua salvata

      Storia di una giovinezza

      • 365 stránek
      • 13 hodin čtení

      La lingua si configura come un elemento centrale dell'identità culturale e antropologica, ma anche come una conquista emotiva, nel primo volume dell'autobiografia di Elias Canetti. Cresciuto in una famiglia ebraica sefardita di origini spagnole in Bulgaria, il giovane Canetti vive in un contesto linguistico complesso: i genitori parlano spagnolo a casa, ma adottano il tedesco per l'intimità, mentre a scuola si insegna bulgaro. Il tedesco, inizialmente ignoto, diventa un legame doloroso con il destino, insegnato con amore dalla madre dopo la prematura scomparsa del padre. Questa lingua, simbolo d'amore, accompagnerà Canetti in tutta la sua scrittura. La narrazione è una toccante rievocazione dell'infanzia e dell'adolescenza, segnate dalla perdita del padre e dalla discreta presenza materna, che instilla l'amore per la letteratura. Si raccontano anche gli spostamenti in Europa di una famiglia inquieta, dalla natia Rustschuk all'Inghilterra, da Vienna a Zurigo, dove Elias vive "gli unici anni di perfetta felicità", ma il libro si chiude con l'amara premonizione di un ulteriore spostamento. È la storia di una giovinezza complessa, che coinvolge chiunque abbia una sensibilità aperta e un rapporto autentico con il mondo.

      Gli Adelphi - 25: La lingua salvata1991
      4,2
    • La morte della Pizia

      • 68 stránek
      • 3 hodiny čtení

      «Stizzita per la scemenza dei suoi stessi oracoli e per l’ingenua credulità dei Greci, la sacerdotessa di Delfi Pannychis XI, lunga e secca come quasi tutte le Pizie che l’avevano preceduta, ascoltò le domande del giovane Edipo, un altro che voleva sapere se i suoi genitori erano davvero i suoi genitori, come se fosse facile stabilire una cosa del genere nei circoli aristocratici, dove, senza scherzi, donne maritate davano a intendere ai loro consorti, i quali peraltro finivano per crederci, come qualmente Zeus in persona si fosse giaciuto con loro». Con queste parole spigolose e beffarde ha inizio La morte della Pizia e subito il racconto investe alcuni dei più augusti miti greci, senza risparmiarsi irriverenze e furia grottesca. Ma Dürrenmatt è troppo buono scrittore per appagarsi di una irrisione del mito. Procedendo nella narrazione, vedremo le storie di Delfi addensarsi in un «nodo immane di accadimenti inverosimili che danno luogo, nelle loro intricatissime connessioni, alle coincidenze più scellerate, mentre noi mortali che ci troviamo nel mezzo di un simile tremendo scompiglio brancoliamo disperatamente nel buio». L’insolenza di Dürrenmatt non mira a cancellare, ma a esaltare la presenza del vero sovrano di Delfi: l’enigma.

      La morte della Pizia1988
      4,1
    • Na klavírním kurzu v salcburském Mozarteu se setkávají tři klavíristé: Wertheimer, budoucí klavírní génius Glenn Gould a fiktivní vypravěč. Drtivé setkání s Glennem Gouldem a jeho nepřekonatelnou interpretací Bachových Goldbergovských variací představuje ústřední motiv příběhu o posedlosti uměním, touze po dokonalosti a tragických ztroskotáních. Román Ztroskotanec, který vyšel v roce 1983, snad nejzřetelněji vyslovuje Bernhardovy postoje k problematice umění, ale současně nabízí další témata pozdní tvorby tohoto nejvýznamnějšího rakouského spisovatele druhé poloviny 20. století: spílání Rakousku, všudypřítomná tragikomičnost a sebeironie.

      Ztroskotanec1985
      4,1