Settembre 1943 - Maggio 1945. La Resistenza contro l'occupazione tedesca, la lotta partigiana, la sanguinosa guerra civile. Con la passione di chi ha partecipato agli eventi in prima persona e la lucidità dello storico, Bocca analizza nel presente volume -pubblicato per la prima volta nel 1966 e ormai considerato un classico della moderna storiografia- le vicende di quegli anni. L'armistizio dell'8 Settembre, le insurrezioni dell'Aprile 1945, la Liberazione di Roma, gli scioperi di Milano e Torino, il proclama di Alexander, la fucilazione di Mussolini rivivono nella dettagliata ricostruzione di una grande guerra 'popolare', che ebbe radici profonde nelle fabbriche come nelle campagne, nelle università come nelle prigioni. Più di cinquant'anni dopo quei fatti sono ancora argomento di grande attualità, spunto di confronto e discussione. "Ora ci sono uomini di buona volontà che vorrebbero organizzare strette di mano fra partigiani e combattenti di Salò... Ma c'è già qualcosa che ci unisce: l'aver partecipato allo stesso fatto e l'essere comunque rimasti in piedi nello smarrimento del paese."
Giorgio Bocca Knihy






La repubblica di Mussolini
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. 8vo pp. 390 Rilegato, sovracoperta (hard cover, dust jacket) Ottimo (Fine) Si aggiungono altri 3 libri dello stesso autore in prima edizione, stesso editore e collana, tutti rilegati con sovracoperta, in ottime 1) Il viaggiatore spaesato. 1996, pp. 204 ; Metropolis. Milano nella tempesta italiana, 1993, pp. 294; Il sottosopra. L'Italia di oggi raccontata a una figlia, 1994, pp. 302
La disunità d'Italia
Per venti milioni di italiani la democrazia è in coma e l'Europa si allontana
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Italian
Sessant'anni fa, a guerra appena finita, Giorgio Bocca ha scritto questo saggio sui partigiani delle montagne, in senso più lato sulla Resistenza. Un saggio che semplicemente vuol dire ai revisionisti dell'ultima ora: le cose sono andate esattamente così. Una minoranza di italiani, i soliti mille delle imprese disperate, ha raccolto dal fango in cui erano state gettate le stellette del popolo in armi e, senza eroismi e senza retorica, ha messo in piedi in venti mesi la Resistenza più forte in Europa dopo quella iugoslava. Quarantacinquemila partigiani caduti, ventimila feriti o mutilati, gli operai e i contadini per la prima volta partecipi di una guerra popolare senza cartolina precetto, una formazione partigiana in ogni valle alpina o appenninica, un comitato di liberazione in ogni città e villaggio, l'appoggio della popolazione, la cruenta, sofferta gestazione di una Italia diversa, la fatica paziente per armare e far vivere un esercito senza generali. E alla fine tutti a casa senza ricompense e privilegi.
Dalle prime vittoriose battaglie fino all'inevitabile resa di fronte alle truppe tedesche e fasciste, il libro racconta la luminosa, breve parabola di libertà in val d'Ossola. Una vera epopea popolare che, nell'autunno del 1944, suonò come un preannuncio della vicina Liberazione e attirò l'attenzione dei giornali di tutto il mondo. Lo sguardo lucido dell'autore coglie lo slancio civile, ma mette anche in rilievo le diverse anime, spesso in rapporto conflittuale, della Resistenza italiana. Raccontando episodi drammatici e aneddoti curiosi, descrivendo i personaggi noti e meno noti, spiegando il rapporto non sempre facile dei partigiani con gli Alleati angloamericani.
Forse in questi anni ci siamo abituati: cose che dovrebbero farci indignare passano sotto silenzio, discorsi che non si dovrebbero sopportare diventano moneta corrente, idee come minimo discutibili vengono invece comunemente accettate. Giorgio Bocca però non si è mai arreso, e in questo pamphlet alza la voce per denunciare le scorciatoie del pensiero unico, che certo non scomparirà con un cambio di governo e a cui si deve rispondere con un sonoro e liberatorio: "Grazie, no!". E se è ormai quasi un'abitudine anche l'indignazione, anche il cinico e soddisfatto luogo comune secondo cui l’Italia è ormai perduta, vittima delle sue ataviche tare e dei suoi vizi inestirpabili, Bocca ci ricorda, con l’autorità del testimone e la vividezza del grande cronista, che già altre volte (ultima la guerra partigiana, così vicina e così preziosa) l’Italia fu sul punto di soccombere, ma gli italiani hanno saputo trovare in loro stessi la forza di salvarsi.
Di Giorgio Bocca sono note la vena polemica e la mordace ironia che puntellano con forza i suoi commenti sulla situazione politica. In questo libro-antologia è raccolto in modo organico e sistematico il meglio della sua produzione "storica", articoli che hanno rivoluzionato il modo di fare inchiesta e quindi il giornalismo italiano. Dalla caduta del fascismo alla Resistenza, dall'eredità della dittatura al boom economico degli anni sessanta, dal Sessantotto al fattore K., dagli anni di piombo alla fine del fordismo, dalle mafie al leghismo e all'ascesa del berlusconismo: tutti i grandi temi storici e civili che hanno contrassegnato la storia nazionale dal secondo dopoguerra sono qui al centro di un libro straordinario, specchio di antichi mali e al contempo di caduche virtù.
I libri di Giorgio Bocca - 5: Il secolo sbagliato
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La scintilla di Sarajevo e la Grande guerra, la rivoluzione in Russia e l'ascesa del fascismo, il secondo conflitto mondiale e la guerra partigiana, la fine del regno d'Italia e la scelta dell'Alleanza atlantica fino alla contestazione e agli anni del terrorismo, a tangentopoli e all'attuale governo di centrosinistra. Nello stile secco di un'inchiesta sul campo e con la profondità di una vasta riflessione storica, Giorgio Bocca abbraccia un intero secolo, nei suoi eventi epocali e nei suoi piccoli e grandi protagonisti.
Annus horribilis
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La crisi economica e l’autoritarismo strisciante, il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L’Italia delle ronde e l’Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti.Giorgio Bocca racconta il nostro Annus Horribilis con la veemenza e l’intransigenza di cui può essere capace solo un grande “antitaliano” come lui. La sua è un appassionato j’accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l’opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l’impunità, l’ossequio al potente di turno..
Super universale economica: Come ti sei ridotto
Modesta proposta di sopravvivenza al declino della nazione
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Milano, Feltrinelli, 2006, 16mo brossura con copertina illustrata a colori, pp. 113 (Superue). Timbri di biblioteca estinta al frontespizio.
Italian
L'Italia l'è malada
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Nel giugno del 1940 l'esercito italiano attacca la Francia sul confine alpino: i francesi sono già prostrati dalla disfatta appena subita a opera dei tedeschi, ma i fanti italiani avanzano con enorme fatica e l'equipaggiamento inadatto miete più vittime, per assideramento, delle pallottole nemiche. "Alla prova della montagna il fascismo era già finito", scrive Bocca. L'autore ha girato il mondo e all'Italia ha dedicato diversi libri: qui ritorna alla "patria alpina", alla provincia incastonata tra le montagne da cui proviene e che diventa il crogiuolo in cui si mettono alla prova gli uomini e le idee. Dalla grande schiatta piemontese dei maestri di antifascismo - i Gobetti, i Galimberti, gli Einaudi, i Bianco - al rapporto con i valligiani nella Guerra di Liberazione, alla scoperta dell'eredità occitanica tra Piemonte e Francia, dalla provincia eterna che produce buoni alimenti ma è politicamente sempre rivolta al passato, fino alle montagne amatissime in cui ha passato la sua giovinezza di forte sciatore e che sono ora anch'esse vittime dell'industrializzazione, trasformate in palestre meccanizzate per il tempo libero.
Settant'anni di vita italiana, dalla guerra partigiana al dopoguerra, al Sessantotto, agli anni di piombo, la mafia, l'assassinio del generale Dalla Chiesa, la storia minore e quella maggiore d'Italia, personaggi poco noti, ma significativi, la cui vita si intreccia come in un romanzo con quella dei grandi personaggi.
Milano, Mondadori, 1992, 8vo leg. editoriale, sovraccoperta illustrata, pp. 289
Serie bianca - 70: Piccolo Cesare
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Il fenomeno-Berlusconli è il segnale di un'involuzione politica più generale, di una degenerazione della democrazia che coinvolge non solo l'Italia, ma tutto il mondo occidentale. Mentre alcuni aspetti del fenomeno possono apparire folcloristici, altri non lo sono affatto, e sono anzi l'anticamera di una qualche forma postdemocratica di società: ne sono un esempio il governare, secondo il giornalista, esclusivamente per i propri interessi, l'uso sistematico della menzogna, la demonizzazione degli avversari, lo screditamento di tutte le istituzioni, la furia di produrre a ogni costo leggi nuove che eliminino le tracce del sistema precedente.
Sotto il tacco della camorra, annegata nell’illegalità, strozzata dal traffico e dall’abusivismo, umiliata dal servilismo e dal clientelismo, Napoli muore: ma siccome muore da troppi anni nessuno ci fa più caso. “Napoli è un caso a parte”, “Napoli è sempre stata così”, “Queste cose succedono solo a Napoli”: se Napoli è unica ed eterna, allora ce ne possiamo fregare, non ci riguarda e comunque nulla si può cambiare. La verità che Giorgio Bocca ha scoperto era sotto gli occhi di tutti, bastava andare a vederla come ha fatto il grande cronista: Napoli ha, elevate a potenza, malattie molto simili a quelle del resto d’Italia e la sua patologia più grave non è nemmeno la camorra, ma come in tutto il Sud, il Centro e il Nord, è l’immoralità e la vigliaccheria della politica, che fa affari, che cerca il consenso costi quel che costi, che fa finta di non vedere.
Voglio scendere!
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Giorgio Bocca analizza gli effetti della rivoluzione planetaria in corso, una rivoluzione che coinvolge anche il nostro paese. Dopo il "secolo del lavoro" si apre quello della "democrazia finanziaria", dell'informatizzazione, del mercato globale. E' un passaggio non privo di contraddizioni: gli Stati nazionali appaiono sempre più inadeguati di fronte alla mondializzazione, eppure rimangono gli arbitri della spesa pubblica; mentre le telecomunicazioni mettono in contatto con qualsiasi punto del pianeta, fioriscono i localismi; l'imperialismo finanziario miete successi senza bisogno degli eserciti e contemporaneamente la disoccupazione continua ad aumentare. L'autore affronta questi nodi cruciali anche alla luce delle particolarità italiane.
Il viaggiatore spaesato
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Verfilzt und vergiftet
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Basso impero
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Cosimo de’ Medici, grande banchiere e grande uomo di potere, firmava le sue lettere "per Dio e per guadagno": con le dovute differenze, potrebbe essere questo lo slogan anche dell’America di Bush, in cui la religione serve a coprire la violenza e il profitto.Il libroGrazie a un’inedita mistura di fondamentalismo religioso e fondamentalismo economico, la superpotenza globale di Bush procede, tra lo stupore dell’Europa e del mondo, ad attuare il suo disegno di conquista economica e controllo militare. Ma lo stupore, argomenta Bocca, non ha ragion d’essere: il modello democratico americano è sempre stato fin dai suoi inizi legato alla ricchezza – vista come premio divino – e alla conquista, assai poco sensibile invece alle tematiche sociali e all’egualitarismo, a differenza dell’Europa, nella quale non solo la sinistra ma anche la destra ha sviluppato nel tempo una sensibilità sociale. Fino alla Seconda guerra mondiale il modello americano è stato una merce per il consumo interno, ma con la Guerra fredda, poi con il liberismo reaganiano e infine con il crollo dell’Urss il capitalismo aggressivo di marca Usa è diventato merce d’esportazione.Il fatto nuovo, semmai, è la progressiva caduta delle giustificazioni, dei pretesti di cui si ammantava: anche Napoleone nelle sue guerre aveva i banchieri al seguito, ma oggi la divisione delle spoglie belliche è addirittura pianificata a tavolino da un consesso di petrolieri e affaristi alla corte del presidente.Questa evoluzione non è rimasta senza conseguenze gravi anche nel paese da cui si è generata: l’informazione da indipendente si fa sempre più subalterna al potere politico e militare e i diritti degli individui vengono intaccati sia negli Usa sia nei territori da loro controllati.Mentre tutti, persino coloro che non ne condividono il progetto globalistico, si affannano a negare l’esistenza dell’Impero – per paura di essere accusati di antiamericanismo o peggio di connivenza con il terrorismo islamico – l’Impero, ci dice Bocca in questo suo durissimo nuovo j’accuse, esiste, colpisce e colpirà ancora.
Italia anno uno
le campagne senza contadini, le città senze operai
Storia dell'Italia partigiana 2
Settembre 1943 – Maggio 1945
Storia dell'Italia partigiana 1
Settembre 1943-maggio 1945




































