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Storia di un editor

Niccolò Gallo

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Un critico comunista, Niccolò Gallo, che dopo avere scritto pagine acute e lungimiranti su Vittorini e Pavese, Bassani e Cassola, Moravia e Calvino, interrompe nel 1957 la sua militanza letteraria per una crisi ideologico-politica, e negli anni sessanta diventa lo stimato, rigoroso e infaticabile direttore delle collane di narrativa italiana di Mondadori. Un critico, ancora, che manifesta sempre un atteggiamento di riservatezza personale e insieme di generosità verso gli altri. Questa immagine lineare di Gallo, che si è consolidata soprattutto dopo la sua morte nel 1971, viene verificata criticamente in modo esaustivo e rivelatore nel saggio di Gian Carlo Ferretti, anche attraverso numerose carte inedite (nove delle quali riprodotte qui). Ne risulta un'immagine integrata e corretta in due aspetti la maturazione di una crisi privata di fondo in quella sua rinuncia del 1957, e una serie di contraddizioni e ambiguità per i condizionamenti del suo lavoro editoriale, oggettivamente inserito nella strategia ferrea e geniale del grande Arnoldo, tra ritornanti insofferenze e disincantata accettazione. La figura di Gallo perciò, se perde il suo alone mitico, acquista una maggiore complessità intellettuale e umana, esistenziale e professionale, facendo affiorare qualcosa di segreto e indecifrabile dietro i suoi silenzi.

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Storia di un editor, Gian Carlo Ferretti

Jazyk
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2015
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Titul
Storia di un editor
Podtitul
Niccolò Gallo
Jazyk
italsky
Vydavatel
Il saggiatore
Rok vydání
2015
Vazba
měkká
Počet stran
151
ISBN10
8842821322
ISBN13
9788842821328
Série
Hodnocení
3 z 5
Anotace
Un critico comunista, Niccolò Gallo, che dopo avere scritto pagine acute e lungimiranti su Vittorini e Pavese, Bassani e Cassola, Moravia e Calvino, interrompe nel 1957 la sua militanza letteraria per una crisi ideologico-politica, e negli anni sessanta diventa lo stimato, rigoroso e infaticabile direttore delle collane di narrativa italiana di Mondadori. Un critico, ancora, che manifesta sempre un atteggiamento di riservatezza personale e insieme di generosità verso gli altri. Questa immagine lineare di Gallo, che si è consolidata soprattutto dopo la sua morte nel 1971, viene verificata criticamente in modo esaustivo e rivelatore nel saggio di Gian Carlo Ferretti, anche attraverso numerose carte inedite (nove delle quali riprodotte qui). Ne risulta un'immagine integrata e corretta in due aspetti la maturazione di una crisi privata di fondo in quella sua rinuncia del 1957, e una serie di contraddizioni e ambiguità per i condizionamenti del suo lavoro editoriale, oggettivamente inserito nella strategia ferrea e geniale del grande Arnoldo, tra ritornanti insofferenze e disincantata accettazione. La figura di Gallo perciò, se perde il suo alone mitico, acquista una maggiore complessità intellettuale e umana, esistenziale e professionale, facendo affiorare qualcosa di segreto e indecifrabile dietro i suoi silenzi.