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Ci chiamavano banditi

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Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona da Guido Petter, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Lui ha diciassette anni e cerca i partigiani nella Valdossola, con una pistolina che sembra quella di Buffalo Bill. Vuole stare con loro, dalla parte giusta, contro i neri, i fascisti. Ci riesce. Gli danno subito un fucile e, insieme, una gran voglia di scappare, ma lui non scappa. Si sceglie un nome di battaglia che in latino vuol dire Nessuno - come Ulisse con Polifemo - e ci racconta tutta la sua storia, da cima a fondo, senza fare mai finta che la guerra sia una bella cosa. Perché questa è una storia vera... Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona dallo stesso autore, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Riconoscimenti: Finalista Premio Castello 1995, Finalista Premio Lunigiana 1995, Vincitore Premio Bancarellino 1996, Vincitore Premio Asola 1997.

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Ci chiamavano banditi, Guido Petter

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Jazyk
italsky
Vydavatel
Capolavori
Rok vydání
2007
Vazba
měkká
Počet stran
270
ISBN10
8809056345
ISBN13
9788809056343
Série
Hodnocení
4 z 5
Anotace
Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona da Guido Petter, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Lui ha diciassette anni e cerca i partigiani nella Valdossola, con una pistolina che sembra quella di Buffalo Bill. Vuole stare con loro, dalla parte giusta, contro i neri, i fascisti. Ci riesce. Gli danno subito un fucile e, insieme, una gran voglia di scappare, ma lui non scappa. Si sceglie un nome di battaglia che in latino vuol dire Nessuno - come Ulisse con Polifemo - e ci racconta tutta la sua storia, da cima a fondo, senza fare mai finta che la guerra sia una bella cosa. Perché questa è una storia vera... Le vicende della guerra partigiana raccontate in prima persona dallo stesso autore, salito cinquant'anni fa sui monti della Valdossola con le sue speranze, i suoi ideali, i suoi dubbi. Riconoscimenti: Finalista Premio Castello 1995, Finalista Premio Lunigiana 1995, Vincitore Premio Bancarellino 1996, Vincitore Premio Asola 1997.