Parametry
- 1017 stránek
- 36 hodin čtení
Více o knize
L’America è un continente inferiore? Questa era la convinzione di Hegel, che cercava di semplificare la complessità del mondo. Tuttavia, l’idea non era nuova; il libro esplora le sue radici nel Settecento, con il naturalista Buffon, che per primo attribuì una dimensione scientifica all’idea di immaturità dell’ambiente e degli animali americani. L’abate de Pauw estese questa condanna agli indigeni, considerati fiacchi e impotenti, senza mai aver visitato il Nuovo Mondo. Tale «calunnia» suscitò reazioni vivaci da parte degli apologeti del Buon Selvaggio, dei Gesuiti espulsi dalle colonie iberiche e dei padri fondatori degli Stati Uniti. Al contrario, storici e filosofi come Robertson, Kant e Hegel accolsero la visione negativa di Buffon e De Pauw. Con eleganza e ironia, l’autore segue le tracce di queste polemiche nella poesia del primo Ottocento (Keats, Goethe, Lenau, Leopardi), nel pensiero di naturalisti e scienziati (Humboldt, Darwin), e nelle riflessioni di filosofi della storia (Herder, de Maistre, Comte), così come nei resoconti di viaggiatori (Trollope, Dickens) e nelle risposte dei grandi scrittori americani (Emerson, Thoreau, Melville, Whitman), fino ai giorni nostri. Con questo lavoro, l’autore dimostra quanto possa essere avventurosa e ricca di implicazioni la storia delle idee.
Nákup knihy
La disputa del Nuovo Mondo, Antonello Gerbi, Antonio Melis
- Jazyk
- Rok vydání
- 2000
- product-detail.submit-box.info.binding
- (měkká),
- Stav knihy
- Dobrá
- Cena
- 189 Kč
Doručení
Platební metody
Tady nám chybí tvá recenze.
- Titul
- La disputa del Nuovo Mondo
- Podtitul
- Storia di una polemica [1750-1900]
- Jazyk
- italsky
- Autoři
- Antonello Gerbi, Antonio Melis
- Vydavatel
- Adelphi
- Rok vydání
- 2000
- Vazba
- měkká
- Počet stran
- 1017
- ISBN10
- 8845915239
- ISBN13
- 9788845915239
- Série
- Štítky
- Hodnocení
- 4,2 z 5
- Anotace
- L’America è un continente inferiore? Questa era la convinzione di Hegel, che cercava di semplificare la complessità del mondo. Tuttavia, l’idea non era nuova; il libro esplora le sue radici nel Settecento, con il naturalista Buffon, che per primo attribuì una dimensione scientifica all’idea di immaturità dell’ambiente e degli animali americani. L’abate de Pauw estese questa condanna agli indigeni, considerati fiacchi e impotenti, senza mai aver visitato il Nuovo Mondo. Tale «calunnia» suscitò reazioni vivaci da parte degli apologeti del Buon Selvaggio, dei Gesuiti espulsi dalle colonie iberiche e dei padri fondatori degli Stati Uniti. Al contrario, storici e filosofi come Robertson, Kant e Hegel accolsero la visione negativa di Buffon e De Pauw. Con eleganza e ironia, l’autore segue le tracce di queste polemiche nella poesia del primo Ottocento (Keats, Goethe, Lenau, Leopardi), nel pensiero di naturalisti e scienziati (Humboldt, Darwin), e nelle riflessioni di filosofi della storia (Herder, de Maistre, Comte), così come nei resoconti di viaggiatori (Trollope, Dickens) e nelle risposte dei grandi scrittori americani (Emerson, Thoreau, Melville, Whitman), fino ai giorni nostri. Con questo lavoro, l’autore dimostra quanto possa essere avventurosa e ricca di implicazioni la storia delle idee.


