I luoghi della storia
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Tento italský diplomat, historik a publicista se zaměřuje na historii, zejména italskou a francouzskou, mezi 19. a 20. stoletím. Jeho politické analýzy a diplomatická kariéra, včetně role velvyslance v Moskvě během konce studené války, mu poskytly jedinečný vhled. Jako komentátor deníku Corriere della Sera přináší své hluboké znalosti a postřehy do současných debat. Jeho práce zkoumá složité vztahy mezi národy a historickými epochami s bystrou inteligencí.






1989-2000. Il grande disordine mondiale: guerre e crisi nel terzo dopoguerra
L'autore analizza i fatti che hanno segnato la scena politica internazionale nell'ultimo decennio, dalla caduta del Muro di Berlino, nel 1989, all'attacco terroristico alle Torri Gemelle, l'11 settembre 2001. Prende in esame avvenimenti di grande rilevanza e di grande significato per il dalla Guerra del Golfo ai conflitti del Corno d'Africa e delle repubbliche ex sovietiche; dalla dissoluzione dell'ex Jugoslavia agli sviluppi sociali e politici di Cina, Corea e Cuba; dal ruolo della Nato e dell'Europa a quello dei paesi arabi, al precipitare della situazione in Medio Oriente.
Con la fine delle invasioni barbariche e l’inizio dell’era comunale, l’Italia riacquista un ruolo centrale nella storia europea, sia politicamente che culturalmente. Tuttavia, gli ultimi anni del Quattrocento segnano un cambiamento: l’arrivo di Carlo VIII nel 1494 segna la fine della libertà italiana. La storia del paese diventa così un riflesso di quella di Francia, Spagna e Germania. In questo contesto europeo, il vento della Riforma inizia a soffiare; nel 1517, Lutero presenta le sue novantacinque Tesi, ma l'onda di rinnovamento culturale e spirituale non raggiunge l'Italia, che subisce il contraccolpo della Controriforma e vive un lungo periodo di oscurantismo. Tra le pagine emergono figure chiave della rivoluzione, come Lutero, Calvino, Huss, Wycliff e Zuinglio, accanto ai protagonisti del tramonto italiano: Ariosto, Tasso, Mantegna, Galileo Galilei, Savonarola e Giordano Bruno, la cui condanna a morte nel 1600 segna la chiusura della narrazione. Il risultato è una storia affascinante, che, pur raccontando un periodo drammatico, mantiene una vena di ironia. Come ha scritto Montanelli: “Non siamo mai stati tanto seri come nello scrivere queste giocosità”.
Il medio evo dal 1000 al 1250
Una storia comune degli italiani non esiste più. A quasi 150 anni dall'unità nazionale si è frantumata in tante piccole schegge, ognuna delle quali rispecchia l'ideologia, le passioni, le radici familiari dei cittadini. Uno scollamento che si riflette nei quesiti contenuti nelle undicimila lettere che giungono ogni mese nella redazione del "Corriere della Sera" alla rubrica di Sergio Romano. Le risposte "non formano una 'storia d'Italia', ma ciascuna di esse descrive una persona, un evento, un problema, segna un punto su una immaginaria carta cronologica della storia nazionale". In questo modo vengono messe in luce proprio le costanti e i temi ricorrenti che continuano ad appassionare (e dividere) gli dal rapporto tra Stato e Chiesa agli scandali che periodicamente scuotono il mondo politico, dalla collocazione dell'Italia sullo scacchiere internazionale alle tante fratture mai sanate (tra Nord e Sud, fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti). Sotto la guida esperta di Romano, unendo un punto all'altro, il lettore comporrà un disegno - per una volta unitario - e scoprirà non la storia "scientifica" dei libri degli studiosi, "ma quella dei monumenti e delle targhe commemorative, dei riferimenti alla nazione nei discorsi delle 'autorità', delle conversazioni quotidiane degli italiani. È una storia più modesta, ma è stata fatta da noi, rispecchia i nostri vizi e le nostre virtù".