Publius Aurelius ist ein unverwechselbarer Ermittler: lebenslustig, witzig und unglaublich sympathisch. Der römische Senator Publius Aurelius verweilt als Gast im Hause des reichen Plebejers Plauzius, als dort mehrere Familienmitglieder ums Leben kommen. Es heißt, ein Fluch liege über dem Anwesen, doch Publius Aurelius vermutet weltlichere Todesursachen ...
Rom im Jahre 45 n.Chr.: Publius Aurelius sucht den Mörder eines Gladiators. Seine Ermittlungen führen ihn hinter die Kulissen des römischen Amphitheaters, zu jenen Männern, die das Schicksal zu Gladiatoren machte. Doch kaum einer der Beteiligten ist, was er zu sein vorgibt, überraschende Verbindungen bis in höchste Kreise tun sich auf. Aurelius beschleicht das ungute Gefühl, dass es um mehr gehen könnte als um Mord - um eine Verschwörung ungeahnten Ausmaßes gegen Kaiser Claudius und das Römische Reich ...
Anno 43 dopo Cristo. Come un fulmine a ciel sereno, un luttuoso evento si abbatte sulla comunità ebraica dell'Urbe: la giovane Dinah, figlia del mercante Mordechai, perde la vita abortendo un figlio illegittimo, frutto di un amore "proibito" che la legava a un goy, un cittadino pagano. Colpito negli affetti e nell'onore, Mordechai si rivolge all'amico Publio Aurelio Stazio affinché individui e punisca il responsabile della morte di Dinah. Stazio accetta l'incarico, risoluto a vederci chiaro. Che cosa è successo realmente alla sventurata ebrea? Chi è il goy che l'ha messa incinta? Perché si nasconde? E se si fosse trattato di un omicidio?
"Cave canem", "attenti al cane", è una scritta che si trova spesso all'ingresso delle domus romane. È appunto in una casa come questa che Publio Aurelio si ferma sulla via del ritorno a Roma, dopo aver trascorso la villeggiatura a Baia con l'amica Pomponia. La villa appartiene a Gneo Plauzio, un plebeo che ha fatto fortuna allevando pesce pregiato, ed è costruita sul lago d'Averno, la porta del regno degli Inferi. Non appena arrivato, il senatore-detective ha una brutta sorpresa: Plauzio Attico, figlio di Gneo, è stato trovato cadavere la notte precedente. Ben presto avviene un nuovo delitto e Aurelio apprende che sulla famiglia grava un'oscura maledizione...
Chi ha detto che a Natale si è tutti più buoni? A guardarla bene, la notte silente delle luci colorate, dei grandi pranzi in famiglia, dei regali da scartocciare con trepidazione, possiede un lato oscuro, carico di mistero. Venti scrittrici e scrittori italiani raccontano il Natale in giallo: c'è chi festeggia nei sotterranei bui di Bologna; chi alla luce cruda dei neon di un ospedale; chi svela gli scheletri nell'armadio (e nella cucina) di una famiglia perbene; chi nel sacco dei doni trova botte e manganellate. C'è chi racconta la vera, inquietante storia di Babbo Natale; chi quella di un artista col tormento del genio e chi aspetta proprio la Notte Santa per saldare i conti in sospeso. E non mancano delitti impossibili, storie di fratelli e coltelli, avventure di killer in crisi, leggende che scomodano gli spiriti di antica tradizione, fino a chiamare in causa il demonio in persona. Venti grandi firme della suspense all'italiana - da Biondillo a Macchiavelli, da Altieri a Vichi, da De Cataldo a Lucarelli - venti originali variazioni sul tema di una festa che, dopo aver letto quest'antologia, non avrà mai più la stessa faccia.
Baiae, fine estate del 46 un'esclusiva stazione termale, il cuore della «dolce vita» romana, un luogo dedito a feste, banchetti, al culto della bellezza e a piaceri segreti. Ma la dolcezza del mese di settembre viene turbata da un brutale omicidio. E Publio Aurelio Stazio, che sperava di trovare finalmente un po' di pace e di poter archiviare delitti e indagini, si ritrova implicato in una nuova inchiesta… Non sarà l'unica a tenerlo impegnato durante la sua permanenza nella splendida Baiae. Prima che la stagione della villeggiatura termini, infatti, Publio Aurelio dovrà scovare l'autore di un delitto commesso nel sudatorium delle terme e collegato all'ambiente dei portuali di Puteoli, e risolvere un caso di pedofilia che coinvolge due fanciulle di quattordici anni diversissime tra la figlia del prefetto della flotta imperiale e una povera ragazza dei bassifondi.
Gallia Narbonese, 46 d.C. Mentre la provincia freme in attesa della concessione della cittadinanza, cui si oppongono i notabili celtici più tradizionalisti, un efferato omicidio scuote le coscienze. Un delitto tanto crudele quanto insensato, apparentemente senza movente, commesso però con una ferocia inquietante. La situazione è più che delicata e il senatore Publio Aurelio Stazio viene incaricato di indagare, in via ufficiosa e con molta discrezione. Aurelio scopre presto che quella morte è solo il primo tassello di una catena di sangue, il primo tratto di un disegno delittuoso complesso e sfuggente. Chi si nasconde dietro la verità apparente? Gli oltranzisti dell'indipendenza celtica? Tutto farebbe pensare a un crimine di matrice politica. Ma forse c'è dell'altro...
Grecia, anno 41 dopo Cristo. Il senatore Publio Aurelio Stazio giunge a Olympia per presentare i puledri della sua amica Pomponia ai Giochi atletici più celebri del mondo. Le gare, però, vengono subito funestate da una serie di lutti: un tifoso accoltellato, un pentatleta sgozzato da un disco tagliente, un velocista trafitto da un giavellotto. Ad essere accusato dei due delitti commessi usando attrezzi da competizione è il discobolo di Corinto, Pirro, che tuttavia si rende subito irreperibile. Per nulla convinto della sua colpevolezza, Publio Aurelio comincia a indagare su altri possibili sospetti. Di fronte al groviglio di morti ammazzati, false piste, doppie e triple verità, il compito per il senatore-detective non si presenta affatto facile.
Siamo nell'anno 42 dopo Cristo, l'impero romano è al massimo del suo splendore e sul trono dei Cesari siede Claudio con la giovane moglie Messalina. Publio Aurelio, ricco e gaudente senatore con il "vizio" delle indagini criminali, si reca in visita dalla cortigiana Corinna e la trova morta, con un pugnale piantato nel petto. Aiutato come sempre da Castore - il suo irresistibile segretario alessandrino - Aurelio comincia a indagare sul delitto, sforzandosi di conoscere più a fondo i principali sospetti. Ma prima di avere la possibilità di condurre in porto l'inchiesta, Publio Aurelio viene accusato della morte del genero di Rufo e per protestare la sua innocenza dichiara che si reciderà pubblicamente le vene durante un banchetto.