Antonio Moresco je jedním z nejvýznamnějších současných italských spisovatelů. Jeho dílo se často zabývá hlubokými lidskými tématy a zkoumá složitost existence. S osobitým stylem a pronikavým vhledem do lidské psychiky Moresco vtahuje čtenáře do svých vyprávění. Jeho psaní je známé svou intenzitou a schopností vyvolat silné emoce, čímž si získal uznání mezi kritiky i čtenáři.
Antonio Moresco, ein 76-jähriger italienischer Autor, kämpfte zeitlebens gegen Verlage und literarische Grenzen. Sein Werk ist geprägt von kultureller Antithese und Auflehnung. Tobias Eisermann präsentiert mit "Onkel Demostene oder Die Geschichte meiner wilden Vagabundenfamilie" ein vielschichtiges Werk, das Biografie und zeitgeschichtliche Analyse vereint.
"Mi chiamo D'Arco e sono uno sbirro morto." Così inizia un travolgente romanzo metafisico e d'azione, incentrato su un uomo tormentato, chiamato a una missione impossibile. Le città dei vivi e dei morti sono vicine e simili, con le polizie di entrambi i mondi che collaborano per risolvere i casi più complessi, utilizzando cellulari e e-mail criptate per comunicare. D'Arco deve tornare nel mondo dei vivi, dove è stato ucciso, per fermare un massacro di innocenti. Ma se la morte precedesse la vita e il male il bene, come si potrebbe invertire questa spirale? Determinato a non arrendersi, D'Arco è accompagnato da un bambino senza voce, segnato da una cicatrice, ma con un'irrefrenabile sete di giustizia. Insieme formano una coppia di eroi fragili ma indistruttibili, pronti a lottare per chi è stato umiliato. Il romanzo esplora temi di amore, dolore e la presenza del male, interrogandosi sulla possibilità di salvezza. Con questa opera, l'autore si avventura in un genere popolare e nobile, il romanzo poliziesco, rinnovandolo e conducendolo verso nuovi orizzonti, mantenendo la sua energia visionaria e fiducia nella forza della letteratura.
« Fiaba d'amore, scrive Moresco, racconta una storia d'amore tra due personaggi che sarebbe impossibile immaginare più lontani: un vecchio clochard che non si ricorda più di nulla e che ha praticamente perso la ragione, e una ragazza meravigliosa. È la storia di uno di quegli incontri che si crede impossibili ma che possono avvenire nei territori liberi e assoluti della fiaba, e anche a volte nella vita. » Fosse anche il più puro, l'amore ha vocazione a durare? Ma poiché l'amore è senza perché, bisogna cercare più spiegazioni a ciò che lo uccide che a ciò che lo fa nascere? E se la fiaba fosse l'unico modo per raccontare oggi la potenza di amare?
Anywhere out of the World… Název jedné z Baudelairových Malých básní v próze by mohl být mottem sugestivní novely, jejíž vypravěč se táže: „Kde to jsem? Na co se to dívám? Opravdu tohle místo mimo svět, které teď vidí moje oči, existuje?“ Zpočátku je jeho jediným přáním zmizet, odejít „kamkoli mimo tento svět“, jeho zvědavost však upoutá záhadné, pravidelně se rozsvěcující světýlko, zářící z hlubin rostlinné říše… Kdo ho rozsvěcí? Kde? A proč?
In un'estate torrida, un uomo disgustato dal mondo parte senza meta, rifugiandosi in un grande albergo balneare affollato da famiglie e bambini, su un mare che non offre refrigerio. Intorno, i fuochi estivi bruciano sulle colline aride. Distaccatosi dalla società, il protagonista osserva da lontano le passioni altrui, finché un incontro inaspettato cambia tutto: una donna bellissima gli rivolge, con accento straniero, la frase «Vuoi bruciare con me?» e poi scompare. Da quel momento, l'uomo ritrova la voglia di vivere, impegnandosi a cercare la misteriosa donna che sembra apparire ovunque, ma sempre sfuggente. Inizia così un'avventura amorosa intensa e imprevedibile, che esplora l'apparizione e l'eclissi, evocando fantasmi e condizioni dimenticate. La donna dai denti d'oro potrebbe essere, come lei stessa suggerisce, una schiava. La trama si snoda tra erotismo, mitologia e alchimia, mescolando misticismo ed eros, spy story e fantastico, azione e passione, in un mondo segnato dalla schiavitù e dalla morte. Il finale sorprendente offre un viaggio al termine della vita e oltre, in un romanzo breve e intenso, scritto con impeto, che coinvolge il lettore in un desiderio di bruciare.
“Allegorie e invettive per sottolineare il sogno eterno della letteratura come antidoto al dominio del potere sulle menti e sui corpi”. Il Giornale Mosca nei giorni del massacro al teatro Dubrovka, le cavallette che hanno invaso il mondo, i maiali che infestano l’Italia, un convento di monache di clausura, un mostro incontrato a Lisbona, Madrid, l’Argentina dopo il disastro economico, le acque fredde della Terra del Fuoco... Ma anche altri viaggi attraverso lo spazio e il tempo, il nostro passato e il nostro futuro. E poi il dominio sulle menti e sui corpi, la guerra, il sogno della letteratura... Attingendo al reportage e al racconto fantastico, all’allegoria e all’invettiva, Antonio Moresco costruisce uno straordinario mosaico tutto legato dal movimento del viaggio, del combattimento e del sogno, offrendo al lettore una prospettiva inedita e appassionata sul nuovo millennio.
Lo sbrego è nato dalle sollecitazioni di un caro amico ed è stato scritto di slancio e per ispirazione costante. Ne è venuta fuori una piccola cosa estemporanea dalla forma inventata e ribelle a ogni definizione, uno scandaglio su tessuto vivo, una sorta di romanzo autobiografico e di irregolare percorso di iniziazione attraverso gli scrittori e le scrittrici che sono stati vicini alla mia mente e al mio cuore nei difficili anni della mia vita di scrittore e di uomo, ma anche gli storici e i poeti antichi, i pensatori, gli artisti, le sante e altre persone che ardono, le figure imprigionate nei libri incontrate ed elette durante le mie letture solitarie e trattate come persone viventi avvicinate e abbracciate attraverso il tempo e lo spazio.Il libro, uscito una prima volta una quindicina di anni fa e ormai introvabile, viene ora riproposto senza modificare e correggere niente, se non piccole imperfezioni e refusi. Rileggendolo adesso in vista della nuova pubblicazione, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a una cosa scorticata, appassionata, indifesa, ma anche prefigurativa, irradiante, piena di disperata energia, di delicatezza, di abbandoni estremi, di scatenato divertimento e persino di gioia.
In einem italienischen Kloster beobachtet ein namenloser Seminarist die Konflikte zwischen Mönchen und Priestern, während er Rollschuh in einem leeren Schwimmbecken fährt und verträumte Liturgien erfindet. Er kämpft mit dem Widerspruch zwischen der malerischen Schönheit der Landschaft und der zerstörerischen Kraft der Welt. Der Seminarist schließt sich einer revolutionären Bewegung an, organisiert politische Kundgebungen und erfährt von der Einbalsamierung Lenins, was ihn zu einer persönlichen und epochalen Katastrophe führt. Entmutigt zieht er sich in eine norditalienische Großstadt zurück und wird Schriftsteller. Ein Verleger macht ihm den Hof, weist ihn jedoch zurück und bringt ihm einen halbtoten Biographen. Schließlich ermutigt der Biograph den Autor, sein Werk als höchste Form der Veröffentlichung zu zerstören. Antonio Morescos Aufbrüche ist ein intellektueller Höllenritt durch die Themen Religion, Revolution und Kunst. Der Protagonist kämpft gegen die erdrückende Einsamkeit und rast durch apokalyptische Landschaften der italienischen Geschichte. Morescos scheinbar einfache Sprache verbirgt eine visionäre Bilderflut, die Poesie, Komik und Tragik vereint und die Absurdität der Welt auflöst.