Fante, Di Donato & C. Narratori italoamericani degli anni '30 e '40
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Il lettore italiano si è innamorato, negli ultimi anni, di un autore come John Fante, vissuto come l'unico, grande scrittore italo-americano degli anni '30 e '40. Ma Fante non fu il solo figlio di italiani d'America a scegliere, in quel periodo, la strada della scrittura. Questo libro mette insieme alcune delle voci più significative della stessa generazione di Fante, fiorite negli anni mitici della letteratura americana, durante la Grande Depressione e subito dopo.
In teoria, l'identità napoletana è forte e sedimentata nel corso di oltre due millenni, arricchita da una tradizione culturale variegata, una lingua ricca, una vasta letteratura e migliaia di canzoni celebri. Essa si esprime in un «tipo» caratterizzato da astuzia, buffoneria, pigrizia, opportunismo, ironia e istrionismo, rispecchiando le contraddizioni del paesaggio napoletano, dove cielo e mare si fondono con la presenza inquietante di un vulcano. Nella realtà, i napoletani di oggi affrontano numerosi problemi, ma mantengono speranze di riscatto e conservano un significativo patrimonio storico e culturale. Pur essendo «antichi» come la loro città, tendono a conformare comportamenti e desideri a quelli di altre città del mondo. L'autore divide il testo in due parti, «Teoria» e «Pratica», cercando di farle dialogare. Nonostante l'orizzonte di omologazione, emergono elementi di originalità partenopea. Il libro, ricco di documentazione, esplora in modo vivace e curioso la storia e la cronaca di Napoli, evitando i luoghi comuni e stimolando la curiosità del lettore sul «mistero» della napoletanità, che continua a comunicare con accenti di profonda umanità.
L'ultimo, struggente romanzo di Fante considerato il suo testamento. Sotto le luci miserabili e iperboliche della Mecca del cinema, Arturo Bandini sogna il successo di scrittore mentre con la mano sinistra scrive pessime sceneggiature che non vedranno mai la luce. Potrebbe essere la premessa di una tragedia: ma come sempre, in bocca a Bandini, tutte le tragedie finiscono in commedia - la commedia umana, atea, materialista del desiderio e della speranza e dei sogni di Bunker Hill. Anche in quest'ultimo capolavoro colpisce l'inconfondibile voce fantiana - un impasto di humour, candore e cattiveria - che ne ha fatto uno scrittore amatissimo dal pubblico anche dei piú giovani che in lui, nel suo alter ego Arturo Bandini, hanno riconosciuto il prototipo di tutti gli sbandati-sognatori che hanno popolato la letteratura, non solo americana, dei nostri anni.