Donne al bivio. Correggere la rotta e rimettersi in gioco quando non si hanno più vent'anni
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“La depressione non pregiudica lucidità di pensiero, di giudizio e di comportamento. E capacità di reazione” Il termine depressione è declinato perlopiù al femminile, come se fosse uno sbocco obbligato per la maggior parte delle donne, soprattutto per quelle che non sono più nel fiore degli anni, frustrate dagli insuccessi e dalle speranze deluse, non solamente in campo sentimentale. Eppure esistono prospettive diverse da cui guardare il problema. Una per tutte: la crisi, se affrontata nel modo giusto, prelude quasi sempre a una fase di cambiamento della nostra esistenza, nel senso che potrebbe accrescere una conoscenza più profonda della nostra vita interiore e dei meccanismi di funzionamento della nostra sfera affettiva, incoraggiando la nostra autonomia. Pertanto, a seguito di una crisi depressiva, non è insolito che si verifichi un sorprendente miglioramento della qualità della vita, anche in forme decisamente concrete. Il libro illustra molte storie di donne che, in maniera creativa, hanno saputo trasformare una dolorosa esperienza di crisi in un processo di cambiamento davvero significativo. Attraverso il racconto e l’analisi che ne fa l’autrice, si scopre che la depressione e l’ansia che quasi sempre l’accompagna non sono incontrollabili, perché si possono affrontare con opportune strategie personali vincenti: strategie di sopravvivenza che ci facciano sentire promotori del nostro benessere.
Dietro a ogni storia di emancipazione femminile c'è un percorso originale di conquista dell'autonomia, il primo necessario passo per raggiungere una piena e matura consapevolezza di sé. Ma lungo questo percorso - doloroso per alcune donne, liberatorio per altre - un passaggio obbligato consiste nell'imparare a intrattenere un continuo dialogo con i propri desideri e bisogni più profondi, in solitudine. In questo spazio finalmente ritrovato, risiede la forza per riprendere in mano la propria vita e liberarsi dei condizionamenti sociali e familiari. "Da sole", dunque, anche se non necessariamente sole. Perché le donne hanno questo di bello: che sanno cambiare e ripartire da capo, anche dopo anni di patimenti e dipendenza. "La facoltà più importante che le donne possono mettere a frutto è la propensione a realizzare una più profonda intimità con se stesse e a conquistare una più ampia libertà di pensiero e di espressione, sia pure al termine di un sofferto cammino".