Poutavě psaný životopis zbavuje mytického nánosu pozoruhodnou osobnost italského revolucionáře a neohroženého bojovníka za sjednocení Itálie. Na pozadí politického dění 19. století sleduje Garibaldiho mládí, jeho účast v hnutí Mladé Itálie, emigraci v Jižní Americe, líčí Garibaldihočinnost v revoluci 1848-49, působení v čele dobrovolnických oddílů i další zásahy do evropské politiky v pozdějších letech
Indro Montanelli Knihy
Indro Montanelli byl italský novinář a historik, který se proslavil svým novým přístupem k psaní historie. Jeho díla se vyznačují svěžím a přístupným stylem, který oživuje minulost pro moderního čtenáře. Montanelli dokázal spojit hluboké historické bádání s poutavým vyprávěním, čímž si získal uznání jako jeden z nejvýznamnějších italských novinářů 20. století. Jeho práce nadále inspiruje čtenáře i další historiky svým jedinečným pohledem na dějiny.







Práce spojuje Dantův životopis s historií Itálie a zejména Florencie ve 13. a prvních desetiletích 14. století. Doslov Jaroslav Kudrna. 16 vyobrazení
Do tvaru novely převedená filmová povídka, jež byla základem scénáře i u nás úspěšného filmu. Odehrává se v Itálii za druhé světové války. Jejím hrdinou je trestanec, který převzal úlohu italského generála vyloděného v rámci důležité akce britskou ponorkou a hned po vstupu na pevninu nedopatřením zastřeleného nacistickou hlídkou.
L'Italia Dell'Asse
- 345 stránek
- 13 hodin čtení
Dal 1936 quattro anni segnano la rapida china che conduce alla Seconda Guerra Mondiale. Dopo l'''Asse Roma-Berlino'', il patto anti-Comintern e le leggi razziali, il legame tra Duce e Hitler è ormai evidente. Il 10 giugno 1940 l'Italia entra in guerra, in un clima di diffuso malcontento. La crisi tra il popolo e Mussolini si è consumata.
L'Italia del Novecento
- 720 stránek
- 26 hodin čtení
1831-1861: in questi anni si gioca la sorte dell'Italia che da «pura definizione geografica», come l'aveva liquidata con disprezzo il principe di Metternich, diventa finalmente nazione. Una via difficile, contrastata, ben diversa da come ce l'hanno raccontata a scuola. È proprio vero che tutto il popolo lo voleva o era soltanto il sogno di una minoranza? Il triunvirato da figurina illustrata Vittorio Emanuele II-Garibaldi-Mazzini era unanime o in disaccordo su tutto? Come si comportarono i cattolici in questa laboriosa realizzazione? I Savoia avevano in mente un progetto a grande respiro oppure miravano soltanto alla loro antica ambizione di conquistare il Lombardo-Veneto? A tali domande risponde in modo mai scontato e da par suo Indro Montanelli in questo capitolo della sua storia nel quale, al tempo stesso, ci offre altri non trascurabili spunti di meditazione... Con l'Unità cambiò qualcosa o, come pensava il principe di Salina, tutto doveva cambiare per restare come prima? È con l'unificazione che ebbe inizio la «questione meridionale», come la definì Gramsci? È da allora che l'Italia divenne un Paese di tangentari, di burocrati, di politici pronti al trasformismo? In ogni caso in quegli anni agirono personaggi di alta statura morale - uno per tutti il conte di Cavour -, tesi con ogni energia a realizzare il loro sogno. E se poi la realtà fu diversa da quella auspicata, questa è un'altra storia.
Dalla morte di Federico II (1250) alla scoperta dell’America (1492), si apre l’epoca probabilmente più splendida del nostro passato: il Rinascimento. Personaggi straordinari si affacciano sul palcoscenico della storia: Lorenzo il Magnifico, Bonifacio VIII, Cristoforo Colombo e Gian Galeazzo Visconti. E ancora Dante, Petrarca, Boccaccio, Botticelli… Intanto l’ascesa dei grandi casati – i Medici, i Visconti, gli Este – trasforma i Comuni in Signorie, accentuando le divisioni territoriali che, già in questi secoli d’oro, preparano la miseria delle epoche successive. Per dirla con le parole di Montanelli, “ciò che fece lì per lì la grandezza dell’Italia ne propiziò anche la decadenza”. Finché la conquista di Costantinopoli del 1453 e le scoperte geografiche di fine secolo non hanno mutato gli equilibri europei, cambiando definitivamente il destino del mondo e in certa misura condannando l’Italia a subirne le conseguenze. Di questa storia, fatta da piccoli Stati in costante conflitto, gli autori seguono magistralmente le grandi linee dello sviluppo civile del nostro popolo, l’evoluzione del suo costume, del suo pensiero, della sua arte: le palestre in cui gli italiani sfogarono le loro energie, “dispensate dall’impegno di costruire una Nazione e uno Stato”. Ne nasce così un racconto scorrevole e vigoroso, volutamente distante dai canoni di quella storiografia ufficiale e accademica da sempre lontana dal grande pubblico.
Storia d'Italia - 4: L'Italia della Controriforma
- 507 stránek
- 18 hodin čtení
Con la fine delle invasioni barbariche e l’inizio dell’era comunale, l’Italia riacquista un ruolo centrale nella storia europea, sia politicamente che culturalmente. Tuttavia, gli ultimi anni del Quattrocento segnano un cambiamento: l’arrivo di Carlo VIII nel 1494 segna la fine della libertà italiana. La storia del paese diventa così un riflesso di quella di Francia, Spagna e Germania. In questo contesto europeo, il vento della Riforma inizia a soffiare; nel 1517, Lutero presenta le sue novantacinque Tesi, ma l'onda di rinnovamento culturale e spirituale non raggiunge l'Italia, che subisce il contraccolpo della Controriforma e vive un lungo periodo di oscurantismo. Tra le pagine emergono figure chiave della rivoluzione, come Lutero, Calvino, Huss, Wycliff e Zuinglio, accanto ai protagonisti del tramonto italiano: Ariosto, Tasso, Mantegna, Galileo Galilei, Savonarola e Giordano Bruno, la cui condanna a morte nel 1600 segna la chiusura della narrazione. Il risultato è una storia affascinante, che, pur raccontando un periodo drammatico, mantiene una vena di ironia. Come ha scritto Montanelli: “Non siamo mai stati tanto seri come nello scrivere queste giocosità”.



