Více o knize
Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo, in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, 'in concorso con altri', crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale." Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del New Yorker. Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perci" tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.
Nákup knihy
La banalità del male, Hannah Arendt
- Jazyk
- Rok vydání
- 2016
- product-detail.submit-box.info.binding
- (měkká),
- Stav knihy
- Velmi dobrá
- Cena
- 309 Kč
Doručení
Platební metody
Tady nám chybí tvá recenze.
- Titul
- La banalità del male
- Jazyk
- italsky
- Autoři
- Hannah Arendt
- Vydavatel
- Feltrinelli
- Rok vydání
- 2016
- Vazba
- měkká
- ISBN10
- 8807883228
- ISBN13
- 9788807883224
- Série
- Štítky
- Naučná literatura, Historie, Politika, Vojenské dějiny, Druhá světová válka, Dárky pro dědu, Židé, Holokaust, Nacismus, Etika, Vina, Soudy, soudní procesy, Trestní právo, Zodpovědnost, Zlo, Válečné zločiny, Adolf Eichmann
- První vydání
- 1970
- Původní název
- Eichmann in Jerusalem: A Report on the Banality of Evil
- Hodnocení
- 4,15 z 5
- Anotace
- Otto Adolf Eichmann, figlio di Karl Adolf e di Maria Schefferling, catturato in un sobborgo di Buenos Aires la sera dell'11 maggio 1960, trasportato in Israele nove giorni dopo, in aereo e tradotto dinanzi al Tribunale distrettuale di Gerusalemme l'11 aprile 1961, doveva rispondere di quindici imputazioni, avendo commesso, 'in concorso con altri', crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l'umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista, in particolare durante la seconda guerra mondiale." Hannah Arendt va a Gerusalemme come inviata del New Yorker. Assiste al dibattimento in aula e negli articoli scritti per il giornale sviscera i problemi morali, politici e giuridici che stanno dietro al caso Eichmann. Ne nasce un libro scomodo: pone le domande che non avremmo mai voluto porci, dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il Male che Eichmann incarna appare alla Arendt "banale", e perci" tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai di questo secolo non hanno la "grandezza" dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano.




