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Venere privata

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In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko. Le piccole idee della società dei consumi muoiono nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso". Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti. "Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo". (dalla prefazione di Luca Doninelli)

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Venere privata, Giorgio Scerbanenco

Jazyk
Rok vydání
1998
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Titul
Venere privata
Jazyk
italsky
Vydavatel
Garzanti
Rok vydání
1998
Vazba
měkká
Počet stran
252
ISBN10
8811668565
ISBN13
9788811668565
Původní název
Venere privata
Hodnocení
3,9 z 5
Anotace
In appendice: Io, Vladimir Scerbanenko. Le piccole idee della società dei consumi muoiono nei prati di periferia, ed è quasi sempre inutile indagare. L'omertà salva gli sfruttatori. Ma Duca Lamberti pensa che sia necessario insistere, comunque: "Più ne schiacci e più ce ne sono. E va bene, tenerezza mia, ma forse bisogna schiacciarli lo stesso". Venere privata, pubblicato per la prima volta nel 1966, è il primo romanzo della serie dedicata a Duca Lamberti. "Il mondo il Scerbanenco è un mondo completamente nero e immobile. I romanzi di Scerbanenco non conoscono nessun movimento, nessuno svolgimento. L'unico svolgimento riguarda il lettore, cui Serbanenco somministra la realtà dei fatti a piccole dosi, poco per volta. Ma la realtà, l'orribile nera realtà c'è da sempre, è sempre quella e continuerà ad essere quella dopo che il teatrino del bene avrà chiuso il sipario. A chi, cittadino di questo disperatissimo mondo, non abbia propensione al suicidio, non restano che due vie: o la completa distrazione e l'assuefazione. La vita è una droga, o la combatti con altre droghe o l'assumi fino in fondo". (dalla prefazione di Luca Doninelli)