Silne pribehy a spovede o tom,ako boli sovietski muzi (a chlapci) vmanipulovani do vojenskeho konfliktu v Afganistane, o (ne)navrate domov, o tom ako peezivsich, veteranov spolocnost vnimala po navrate domov, pribehy pozostalych o zivote po vojne, bez blizkycb alebo o zivote s veteranom z afganskej vojny. Aj o tom, preco zinkovi chlapci...
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«Quello che potrebbe risultare un mero catalogo di orrori assume al contrario la commovente potenza evocativa del coro di una tragedia greca. Dove ogni singola voce, con il suo specifico carico di dolore, contribuisce alla ricostruzione di una storia collettiva ancora terribilmente palpitante». —Franco Marcoaldi, La Repubblica Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.
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Ragazzi di zinco, Světlana Alexandrovna Alexijevič
- Jazyk
- Rok vydání
- 2015
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- (měkká)
Doručení
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- Titul
- Ragazzi di zinco
- Jazyk
- italsky
- Rok vydání
- 2015
- Vazba
- měkká
- Počet stran
- 316
- ISBN10
- 8866327158
- ISBN13
- 9788866327158
- Série
- Štítky
- Naučná literatura, Společenské vědy, Historické téma, Skutečné příběhy, Historie, Politologie & Politika, Politika, Literatura faktu, Vojenské dějiny, Válečná próza, Války, Dárky pro dědu, Žurnalistika, Rusko, Reportážní literatura, Nobelova cena, Sovětský svaz, Ruské dějiny, Vláda, Afghánistán, Války v Afghánistánu
- První vydání
- 1989
- Původní název
- Цинковие малчики (Cinkovyje malčiki)
- Hodnocení
- 4,25 z 5
- Anotace
- «Quello che potrebbe risultare un mero catalogo di orrori assume al contrario la commovente potenza evocativa del coro di una tragedia greca. Dove ogni singola voce, con il suo specifico carico di dolore, contribuisce alla ricostruzione di una storia collettiva ancora terribilmente palpitante». —Franco Marcoaldi, La Repubblica Dopo averci fatto ascoltare in Preghiera per Černobyl’ le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievič fa parlare qui i protagonisti di un’altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la “grande causa internazionalista e patriottica”; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli afgancy, i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un’altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.



