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Il Decameron è una raccolta di cento novelle, raccontate in dieci giorni da sette donne e tre uomini, allontanatisi da Firenze per sfuggire alla peste che contagiò la città nel 1348. L’opera è quindi suddivisa in “Giornate” e nel Proemio l’autore spiega il carattere del suo libro. Nella Giornata I si parla “di quello che più aggrada a ciascheduno”, nella II “di chi, da diverse cose infestato sia, oltre alla sua speranza, riuscito a lieto fine”, nella III “di chi alcuna cosa molto da lui desiderata con industria acquistasse, o la perduta ricoverasse”… e così via. Boccaccio vi dipinge un eccezionale affresco della Firenze del Duecento, delle virtù e dei vizi dei suoi abitanti: dalla prontezza del servo Chichibio, che volge in riso l’ira del padrone, al crudele Tancredi, che fa uccidere l’amante della figlia; dalla generosità malinconica di Federigo degli Alberighi, che per amore sacrifica il suo falcone preferito, alla folle gelosia di Guglielmo da Rossiglione. Racconti a tema libero, novelle a lieto fine, storie d’amore fortunate o tragiche si alternano a esempi di grandezza d’animo, scherzi e beffe, imprese eroiche, in una grandiosa epopea laica e profana dell’uomo medievale.
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Il Decameron, Giovanni Boccaccio
- Jazyk
- Rok vydání
- 1972
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- (měkká)
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- Titul
- Il Decameron
- Jazyk
- italsky
- Autoři
- Giovanni Boccaccio
- Vydavatel
- Laterza & Figli
- Rok vydání
- 1972
- Vazba
- měkká
- Série
- Štítky
- Beletrie, Klasika, Příběhy, Jižní Evropa, Itálie, Povinná četba, Vyprávění, Renesance, Renesance (literatura)
- První vydání
- 1353
- Původní název
- Decamerone
- Hodnocení
- 3,9 z 5
- Anotace
- Il Decameron è una raccolta di cento novelle, raccontate in dieci giorni da sette donne e tre uomini, allontanatisi da Firenze per sfuggire alla peste che contagiò la città nel 1348. L’opera è quindi suddivisa in “Giornate” e nel Proemio l’autore spiega il carattere del suo libro. Nella Giornata I si parla “di quello che più aggrada a ciascheduno”, nella II “di chi, da diverse cose infestato sia, oltre alla sua speranza, riuscito a lieto fine”, nella III “di chi alcuna cosa molto da lui desiderata con industria acquistasse, o la perduta ricoverasse”… e così via. Boccaccio vi dipinge un eccezionale affresco della Firenze del Duecento, delle virtù e dei vizi dei suoi abitanti: dalla prontezza del servo Chichibio, che volge in riso l’ira del padrone, al crudele Tancredi, che fa uccidere l’amante della figlia; dalla generosità malinconica di Federigo degli Alberighi, che per amore sacrifica il suo falcone preferito, alla folle gelosia di Guglielmo da Rossiglione. Racconti a tema libero, novelle a lieto fine, storie d’amore fortunate o tragiche si alternano a esempi di grandezza d’animo, scherzi e beffe, imprese eroiche, in una grandiosa epopea laica e profana dell’uomo medievale.





















