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In una carrozza semideserta di un treno che attraversa la campagna, un uomo con una grande testa calva e un corpo robusto, ma con gambe sottili e calzini scarlatti a losanghe lilla, è il professor Timofej Pavlovic Pnin. Esule negli Stati Uniti, insegna lingua russa all’Università di Waindell e si dirige verso una conferenza in un circolo femminile. Tuttavia, la sua passione per gli orari ferroviari lo porta a prendere il treno sbagliato. Questo inizio emblematico segna il tono ironico e affettuoso del ritratto di un émigré che cerca di adattarsi a una nuova civiltà, combattendo contro un mondo che sembra ostile. Pnin perde tutte le sue battaglie: con l’ex moglie Liza, divenuta «americana»; con il figlio Victor, che vive in un universo a lui estraneo; e con le manovre accademiche del campus, che lo sopraffanno. Anche la sua comunità di compatrioti è chiusa in diatribe meschine e nel tentativo di rivivere un passato irripetibile. Pnin si rifugia oniricamente in quel passato, creando pagine mirabili che oscillano tra comicità e malinconia, rivelando la complessità della sua esistenza e la sua lotta per trovare un posto nel mondo.

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Pnin, Elena De Angeli, Vladimir Vladimirovič Nabokov

Jazyk
Rok vydání
1998
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Titul
Pnin
Jazyk
italsky
Vydavatel
Adelphi
Rok vydání
1998
Vazba
měkká
Počet stran
187
ISBN10
8845913899
ISBN13
9788845913891
Série
První vydání
1953
Původní název
Pnin
Hodnocení
3,85 z 5
Anotace
In una carrozza semideserta di un treno che attraversa la campagna, un uomo con una grande testa calva e un corpo robusto, ma con gambe sottili e calzini scarlatti a losanghe lilla, è il professor Timofej Pavlovic Pnin. Esule negli Stati Uniti, insegna lingua russa all’Università di Waindell e si dirige verso una conferenza in un circolo femminile. Tuttavia, la sua passione per gli orari ferroviari lo porta a prendere il treno sbagliato. Questo inizio emblematico segna il tono ironico e affettuoso del ritratto di un émigré che cerca di adattarsi a una nuova civiltà, combattendo contro un mondo che sembra ostile. Pnin perde tutte le sue battaglie: con l’ex moglie Liza, divenuta «americana»; con il figlio Victor, che vive in un universo a lui estraneo; e con le manovre accademiche del campus, che lo sopraffanno. Anche la sua comunità di compatrioti è chiusa in diatribe meschine e nel tentativo di rivivere un passato irripetibile. Pnin si rifugia oniricamente in quel passato, creando pagine mirabili che oscillano tra comicità e malinconia, rivelando la complessità della sua esistenza e la sua lotta per trovare un posto nel mondo.