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L'infinito viaggiare

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Dalla Prefazione dell'autore: Vivere, viaggiare, scrivere. La narrativa più autentica oggi racconta non solo attraverso l'invenzione, ma anche attraverso la diretta esperienza dei fatti e delle trasformazioni che rendono difficile cogliere il mondo nella sua totalità. Come osserva Kapuscinski, il poeta, come un reporter nel caos, riesce a catturare solo frammenti della realtà. Il viaggio rappresenta un'espressione fondamentale di quella narrativa "non fiction" teorizzata da Truman Capote. Alcuni luoghi affascinano per la loro diversità, altri incantano per la loro familiarità, quasi come un luogo natio. Conoscere è spesso un riconoscere, l'emergere di qualcosa di ignoto ma accolto come proprio. Per vedere un luogo, è necessario rivederlo; il noto e il familiare, continuamente riscoperti, sono la premessa dell'incontro e dell'avventura. Le esperienze più intense, come conversazioni con amici o momenti d'amore, si intensificano nel tempo. Questo vale anche per i luoghi: il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i microcosmi quotidiani che attraversiamo da anni rappresentano una sfida ulissiana. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede l'alfiere al marchese. "Per ritornare," risponde l'altro.

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L'infinito viaggiare, Claudio Magris

Jazyk
Rok vydání
2005
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Jazyk
italsky
Vydavatel
Mondadori
Rok vydání
2005
Vazba
pevná
Počet stran
280
ISBN10
8804547391
ISBN13
9788804547396
Série
Hodnocení
3,6 z 5
Anotace
Dalla Prefazione dell'autore: Vivere, viaggiare, scrivere. La narrativa più autentica oggi racconta non solo attraverso l'invenzione, ma anche attraverso la diretta esperienza dei fatti e delle trasformazioni che rendono difficile cogliere il mondo nella sua totalità. Come osserva Kapuscinski, il poeta, come un reporter nel caos, riesce a catturare solo frammenti della realtà. Il viaggio rappresenta un'espressione fondamentale di quella narrativa "non fiction" teorizzata da Truman Capote. Alcuni luoghi affascinano per la loro diversità, altri incantano per la loro familiarità, quasi come un luogo natio. Conoscere è spesso un riconoscere, l'emergere di qualcosa di ignoto ma accolto come proprio. Per vedere un luogo, è necessario rivederlo; il noto e il familiare, continuamente riscoperti, sono la premessa dell'incontro e dell'avventura. Le esperienze più intense, come conversazioni con amici o momenti d'amore, si intensificano nel tempo. Questo vale anche per i luoghi: il viaggio più affascinante è un ritorno, un'odissea, e i microcosmi quotidiani che attraversiamo da anni rappresentano una sfida ulissiana. "Perché cavalcate per queste terre?" chiede l'alfiere al marchese. "Per ritornare," risponde l'altro.