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La memoria: Il martire fascista

Una storia equivoca e terribile

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Il 4 ottobre 1930 qualcuno uccise a fucilate il maestro Sottosanti in un paese sloveno vicino Gorizia. Adriano Sofri ha ricostruito questa cronaca, cui lo legano imprevisti fili personali, andando su e giù dai confini.Un maestro siciliano, di solida fede fascista, va a insegnare nella scuola di un paesino sloveno vicino a Gorizia, annesso all’Italia dopo la carneficina della Grande guerra. Ha una giovane moglie, cinque figli e un sesto in arrivo. È uno dei molti convocati a realizzare la «bonifica etnica», l’italianizzazione forzata di una minoranza renitente. Una sera, all’inizio dell’anno scolastico del 1930, il maestro Sottosanti viene ucciso in un agguato. L’Italia fascista commemora il suo martire. Ma da oltre confine si accusa: infieriva contro i bambini, sputava in bocca a chi si lasciasse sfuggire una parola nella sua lingua madre, lo sloveno. Ed era tisico. Il rumore si spegne presto. Le autorità fasciste sanno che i maltrattamenti raccapriccianti avvenivano davvero, ma l’autore era un altro, il più vicino all’ucciso. I militanti antifascisti sloveni si accorgono di aver commesso un incredibile scambio di persona. Adriano Sofri ha ricostruito questa cronaca del 1930, cui lo legano imprevisti fili personali, andando su e giù dai confini. Niente è bello come un confine abolito. Soprattutto quando c’è chi lo rimpiange, e investe in fili spinati.

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La memoria: Il martire fascista, Adriano Sofri

Jazyk
Rok vydání
2019
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(měkká),
Stav knihy
Dobrá
Cena
199 Kč

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Titul
La memoria: Il martire fascista
Podtitul
Una storia equivoca e terribile
Jazyk
italsky
Vydavatel
Sellerio
Rok vydání
2019
Vazba
měkká
Počet stran
237
ISBN10
8838939837
ISBN13
9788838939839
Série
Anotace
Il 4 ottobre 1930 qualcuno uccise a fucilate il maestro Sottosanti in un paese sloveno vicino Gorizia. Adriano Sofri ha ricostruito questa cronaca, cui lo legano imprevisti fili personali, andando su e giù dai confini.Un maestro siciliano, di solida fede fascista, va a insegnare nella scuola di un paesino sloveno vicino a Gorizia, annesso all’Italia dopo la carneficina della Grande guerra. Ha una giovane moglie, cinque figli e un sesto in arrivo. È uno dei molti convocati a realizzare la «bonifica etnica», l’italianizzazione forzata di una minoranza renitente. Una sera, all’inizio dell’anno scolastico del 1930, il maestro Sottosanti viene ucciso in un agguato. L’Italia fascista commemora il suo martire. Ma da oltre confine si accusa: infieriva contro i bambini, sputava in bocca a chi si lasciasse sfuggire una parola nella sua lingua madre, lo sloveno. Ed era tisico. Il rumore si spegne presto. Le autorità fasciste sanno che i maltrattamenti raccapriccianti avvenivano davvero, ma l’autore era un altro, il più vicino all’ucciso. I militanti antifascisti sloveni si accorgono di aver commesso un incredibile scambio di persona. Adriano Sofri ha ricostruito questa cronaca del 1930, cui lo legano imprevisti fili personali, andando su e giù dai confini. Niente è bello come un confine abolito. Soprattutto quando c’è chi lo rimpiange, e investe in fili spinati.