Grido, non serenata. Poesie di lotta e di resistenza
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Erri De Luca je spisovatel, jehož díla jsou hluboce zakořeněna v jeho životních zkušenostech. Jako samouk ovládl několik jazyků, včetně staré hebrejštiny a jidiš, a jeho vášeň pro horolezectví se odráží v jeho próze. Jeho psaní, které začalo v raném věku, se vyznačuje jedinečným pohledem na lidskou kondici. Přestože je sám nevěřící, sám přeložil několik biblických knih do italštiny a zkoumal různé aspekty judaismu. Jeho díla, často inspirovaná jeho prací dělníka a jeho cestami po světě, ukazují jeho silný a nezaměnitelný hlas.







Erzählungen | Poetische Erinnerungen des bedeutenden italienischenen Schriftstellers
»Die wundervollen Erzählungen eines ehemaligen Arbeiters, der zum Wortschmied geworden ist. Wir können nicht sagen, ob Erri De Luca ein guter Maurer ist, eines aber ist über jeden Zweifel erhaben: sein schriftstellerisches Talent.« Elle Die Erzählungen aus Die Stadt antwortete nicht enthalten das De Luca’sche Œuvre in nuce: die neapolitanische Kindheit, wortkarge Fischer, die Entdeckung der Natur. Dann die Jahre als Arbeiter auf dem Bau, der politische Kampf gegen den Klassismus. Die Liebe und das Heilige, das Buch und der Berg. Mit seiner feinfühligen Prosa lässt Erri De Luca Erinnerungen lebendig werden und beleuchtet schlaglichtartig die Etappen eines bewegten Lebens.
Neuf plumes contemporaines, françaises et étrangères, joignent ici leurs voix pour témoigner de leur amour de la nature. Neuf auteurs incontournables qui célèbrent, à travers des textes forts et engagés, la rencontre inattendue avec un animal, l'immensité de la forêt ou la beauté tragique de la montagne. Loin des discours moralisateurs, ces nouvelles nous rappellent que le monde qui nous entoure est une source d'émerveillement incessant. Elles sonnent comme une invitation poétique à nous réapproprier la nature sans plus attendre.Catherine Cusset - Erri De Luca - Jean-Baptiste Del Amo - Sonja Delzongle - Luc Lang - Carole Martinez - Ron Rash - Jean-Christophe Rufin - Monica SaboloLes bénéfices de ce livre caritatif au contenu inédit en poche seront intégralement reversés à WWF France.
Für was es sich zu kämpfen lohnt Die Menschen seines süditalienischen Heimatortes kennen ihn nur als "den Gärtner". Er führt ein zurückgezogenes Leben, umgeben von Büchern, Blumen und Bäumen. Sein einziger Freund ist der Blumenverkäufer Selim, ein illegaler Einwanderer, der sich wie er nach dem Himmel im Süden sehnt. Bis unerwartet Laila in sein Leben tritt, eine junge Prostituierte. Sie erinnert ihn an seine lange verdrängte Vergangenheit: Zwanzig Jahre zuvor war er seiner großen Liebe nach Argentinien gefolgt, um mit ihr gegen die Militärdiktatur zu kämpfen. Ein Kampf, der ein tragisches Ende nahm. Nun wird er erneut vor Entscheidungen gestellt, die längst getroffen schienen, und gezwungen, für die Frau zu kämpfen, die er liebt.
Un uomo solo in una casa di montagna e un piatto in più messo per errore sulla povera tavola della festa. Un viaggiatore intrappolato nella nebbia e una porta che si apre.“Andavamo dietro ai pensieri,come fa il vento con le nuvole.”Un racconto luminoso in cui le parole di Erri De Luca, fuse con i disegni di Alessandro Sanna, conducono il lettore in un’atmosfera sospesa.Una storia che parla di condivisione, della capacità di riconoscere e accogliere i doni, e della magia che nasce da un incontro.
Two men go walking in the Dolomites, but not together; one falls to his death, the other reports the body. Is it coincidence that they knew each other in earlier years, and that one had betrayed the other?
In una sera senza corrente elettrica, un uomo, mentre rilegge Pinocchio, percepisce la presenza del figlio che non ha avuto, frutto di un aborto deciso dalla madre. Alla luce del camino, il figlio gli appare già adulto e, in quel momento, la sua paternità si concretizza. Durante la notte, racconta al figlio “estratto da una cena d’inverno” un po’ della sua vita: l'infanzia napoletana, la nostalgia per i genitori, il desiderio di libertà, le guerre vissute e i baci dati. Mentre narra, immagina le reazioni del figlio, che inizialmente muto, inizia a porre domande e a esprimere curiosità, arricchendo il racconto con osservazioni e aiutando il padre a mettere a fuoco i dettagli. Il monologo si trasforma in un dialogo che esplora la vita, gli affetti, le scelte, i libri letti e scritti, e l'importanza delle parole. Questa ricerca intima diventa quasi una rivelazione, accogliendo obiezioni e errori, riflettendo sull’inevitabilità del passato e sulle qualità emerse dai ricordi. Mentre il vento soffia da nord, l’uomo sistema una fetta di pane sulla brace, cercando di prolungare quel momento con il figlio, che diventa sempre più preciso, simile ai personaggi dei romanzi, mentre lui stesso sembra sbiadire.
Dall’incontro di due personalità eccezionali nasce un libro unico e prezioso, che affianca a trentasei racconti di Erri De Luca altrettanti disegni (in bianco e nero e a colori) dell’artista Alessandro Mendini. Un duetto che rimanda a una nostra tradizione forte – basti pensare al connubio fra Rodari e Munari – e che qui comincia sempre con un’illustrazione, da cui poi il racconto prende liberamente l’abbrivio. “Quello che scrivo,” dice De Luca, “dipende dal riflesso di uno che è preso alla sprovvista.” E a stupire, a spiazzare sono quei disegni che fanno spalancare gli occhi come uno strappo nel cielo, fanno sentire nudi “come quei due nel primo giardino, dopo l’assaggio scippato dall’albero della conoscenza”, perché “la suggestione è una manifestazione della verità”. Erri De Luca e Alessandro Mendini iniziano quasi per gioco – ispirandosi ai disegni di un bambino caro a entrambi – e poi via via stabiliscono fra loro un dialogo di forme e parole serrato e ricco di senso, tracciano sulla pagina le proprie paure, le tentazioni, le fiere ostinazioni, e tutto un vivace campionario di “mostruosità terrestri”. Compongono dunque un libro di eroismi quotidiani che scandaglia, attraverso percorsi tutt’altro che logici e prevedibili, il nostro più profondo sentire: facendoci avvertire il fiato dei mostri dietro le nostre spalle e al contempo consegnandoci le chiavi del serraglio dentro cui tenerli a bada.
Babasunde, che ha perso il suo nome. E quella ragazza intirizzita che cammina verso la stazione. Rrock Jakaj, violinista di Scutari. Jean-Claude Izzo, commosso dall'ascolto di una canzone di Murolo. E poi Tinochika detto Tino, che si è aggrappato con tutto se stesso allo sguardo di una donna. Gianmaria Testa ritorna - questa volta non nelle vesti di cantautore ma di scrittore - sul tema delle migrazioni contemporanee. E lo fa senza retorica e con il solo sguardo sensato: raccontando storie di uomini con una lingua poetica e tagliente, insieme burbera ed emozionata. A dieci anni dall'uscita del disco Da questa parte del mare, che ha ricevuto la Targa Tenco nel 2007 come migliore album dell'anno, quelle canzoni così vive e attuali generano qualcosa di nuovo: un altro tipo di scrittura e di voce. «Ho l'impressione che nei confronti del fenomeno delle migrazioni abbiamo avuto uno sguardo povero e impaurito che ha fatto emergere la parte meno nobile di noi tutti, - scrive. - Bisogna avere occhi, cervello e coraggio da spendere».
Muž na prahu šedesátky, který strávil život v horách severní Itálie a zná je nazpaměť, převádí ilegální běžence přes hranici, ale na rozdíl od svých dvou druhů ze vsi běžencům po převedení vrací peníze. Když se o jeho gestu začne mluvit v novinách a v televizi, je nucen vesnici opustit, odejde do přímořského městečka, kde si najde práci. Jako šikovný řemeslník má pro místní kostel opravit mramorovou sochu Krista na kříži, kterou kdysi vytvořil mladičký sochař hned potom, co se vrátil ze zákopů první světové války. Bylo to na objednávku tehdy liberálně smýšlející církve, která mu dovolila ztvárnit Ježíše nahého, později však dala jeho bedra zakrýt draperií. Teď má být zakrytí odstraněno. Socha skrývá různá tajemství, která pozornému a citlivému restaurátorovi neujdou a nad nimiž se hluboce humánně zamýšlí z pohledu ateisty. Autor nás ve svém posledním, velmi poetickém textu zavede i na skok do bravurně vylíčené rodné Neapole a nebude chybět ani tajuplné setkání protagonisty s jistou záhadnou ženou…
Minerale roccioso o lava incandescente, De Luca scava nel ventre della terra per estrarre storie da raccontare. In questo libro, si scende con lui a esplorare un giacimento di tesori disperso: pagine seminate fra quotidiani, riviste e piccoli volumi, ora selezionate e raccolte. La ricchezza del materiale consente di far emergere figure e temi cari allo scrittore. Con graffiante brevità o narrazioni più ampie, De Luca ripercorre la giovinezza napoletana, il gusto della parmigiana di melanzane della madre e il pranzo di Natale con il capitone, la libertà di Ischia, dove lo sguardo poteva finalmente aprirsi al cielo e al mare. Riflessioni sullo studio delle Scritture Sacre e la confidenza con la montagna si intrecciano a frammenti intimi, dal primo bacio al ricordo del padre, fino all’abbandono di una donna che lascia un enigma da decifrare. Accanto ai propri ricordi, trovano spazio anche le storie degli altri: un poeta di Sarajevo, un giovane afghano in fuga dalla guerra, san Francesco con il suo “coraggio infiammabile”. Ognuno, amici e personaggi biblici, parla attraverso la pagina con l’esemplarità della parabola e la vivida umanità del quotidiano.
“Sul banco degli imputati mi piazzano da solo, ma solo lì potranno. Nell’aula e fuori, isolata è l’accusa.”
Una bambina salvata in mare dai delfini cresce orfana su un’isola greca. Si chiama Irene, di giorno vive in terraferma, di notte si unisce in mare alla sua vera famiglia. A quattordici anni è incinta e consegna a uno straniero di passaggio la sua storia.
“Erri De Luca è lo scrittore del decennio” Corriere della Sera “Avanza con cenni sicuri un secolo che viene a innalzare armi e versetti. Prima che nuovi agitatori del sacro vengano con la Bibbia in pugno ad arrostire genti, sforzando le sue pagine a dettare massacri, racconto quello che ho trovato leggendo quel libro nella sua lingua madre. Presto alcuni nomi di Dio verranno issati su opposte bandiere e i popoli saranno nemici per una volta ancora nel nome del cielo. Prima dei regni delle fedi armate, ognuno s’affretti a leggere la Bibbia a modo suo, con fervore e freddezza, in buona o cattiva sorte. Perché quel libro è bello, valore che ha contribuito a conservare quel sacro fino a oggi. Il sacro dura nel cuore dei millenni quando si fissa in libri grandiosi. La Bibbia ne è piena. Non l’ho letta spogliandola del divino. Questi racconti che sono resoconti di scoperte, di luci nuove su personaggi antichi, non vengono da una lettura profana della Bibbia. Il sacro sta in quelle pagine come la corrente placata di un fiume presso il mare: guida il viaggio ma non è fonte né foce, non è un luogo ma una necessità. Trovi ognuno i fogli scritti per lui nel Libro dei libri, rinnovando l’antica sorpresa di sentire che egli stesso, da alcune di quelle pagine, è stato trovato.” Erri De Luca
Un vecchio criminale di guerra vive con sua figlia, divisa tra la repulsione e il dovere di accudire. Lui è convinto di avere per unico torto la sconfitta. Lei non vuole sapere i capi d'accusa perché il torto di suo padre non è per lei riducibile a circostanza, momento della storia. Insieme vanno a un appuntamento prescritto dalla kabbala ebraica, che fa coincidere la parola fine con la parola vendetta. Pretesto sono le pagine impugnate da uno sconosciuto in una locanda.
È capodanno e Napoli carica le batterie per la pirotecnica finale. In una stanza giocano a tombola in due, fratello e sorella, ma apparecchiano per quattro. E le presenze arrivano, da un oltremare del tempo.
Somalia, Eritrea, Etiopia: da questi Paesi proviene la maggior parte delle persone che oggi salpano dalla Libia per cercare asilo in Italia. Sono spesso volti senza nome che si susseguono nei servizi dei telegiornali, capaci di suscitare pietà ma soprattutto paura. Il Centro Astalli ha voluto dar voce a questi uomini e queste donne, persone normali costrette loro malgrado a vivere esperienze straordinarie, a lasciare la loro casa, il loro Paese, la loro famiglia per ricominciare da zero in una terra straniera. Dieci di loro hanno avuto la forza e il coraggio di confidarci la propria storia, i viaggi disperati, le minacce e le torture subite. Ci hanno raccontato com’era la loro vita prima della fuga e cosa hanno trovato qui in Italia. Ciascuna testimonianza è accompagnata dall'introduzione di uno scrittore italiano (Lerner, Camilleri, Bianchi, De Luca, Arslan, Bellu, Albanese, Lakhous, Mazzucco, Celestini) in una sorta di dialogo a distanza che diventa simbolo di scambio e arricchimento reciproco.
A dieci anni l'età si scrive per la prima volta con due cifre. È un salto in alto, in lungo e in largo, ma il corpo resta scarso di statura mentre la testa si precipita avanti. D'estate si concentra una fretta di crescere. Un uomo, cinquant'anni dopo, torna coi pensieri su una spiaggia dove gli accadde il necessario e pure l'abbondante. Le sue mani di allora, capaci di nuoto e non di difesa, imparano lo stupore del verbo mantenere, che è tenere per mano
"Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità."Erri De Luca racconta l'eroe Mosè con la grazia del grande scrittore che reimmagina, attraverso la Scrittura, la grandezza sofferente dell'uomo alla guida di un popolo in fuga. "Era felice al vento, lo accoglieva in ascolto. Era di quelli che afferrano una frase dove gli altri intendono solo un chiasso." Mosè, primo alpinista, è in cima al Sinai. Inizia così il suo corpo a corpo con la più potente manifestazione della divinità. E disse: con questo verbo la divinità crea e disfa, benedice e annulla. Dal Sinai che scatarra esplosioni e fiamme, vengono scandite le sillabe su pietra di alleanza. Nell'impeto di un'ora di entusiasmo un popolo di servi appena liberati si sobbarca di loro: "Faremo e ascolteremo". Luogo di appuntamento è il largo di un deserto, dove la libertà è sbaraglio quotidiano. Notizia strepitosa: nell'antico Ebraico, madrelingua, le parole della nuova legge sono rivolte a un tu maschile. Le donne guardano con tenerezza gli uomini commossi e agitati. Il dito scalpellino che scrive in alto a destra: "Anokhi", Io, è il più travolgente pronome personale delle storie sacre.
Il giorno prima della felicità racconta la storia di un orfano che riesce a giocare con i grandi e scopre un nascondiglio segreto di libri sotto un vecchio palazzo napoletano. Incontra Anna, una ragazza misteriosa, e trova un amico in Don Gaetano, che gli insegna a sopravvivere in una città dove fortuna e corruzione sono vicine.
"Der König der Gämsen" racconta la storia di un orgoglioso capobranco che, stanco della sua leadership, si prepara al cambiamento generazionale. In un novembre di lotte per la riproduzione, un bracconiere, noto come il "König der Gämsen", minaccia la sua vita, creando un drammatico confronto tra uomo e animale.
"Le montagne sono al loro posto da prima di noi e dureranno dopo la scomparsa della nostra specie. Di fronte alla loro consistenza si riconosce meglio la nostra friabilità.[...] Molta rivelazione si svolge su alture. E allora si possono leggere le pagine della scrittura sacra con la bussola e l'aiuto di una cartina, ma senza la pretesa di farle coincidere. Ogni montagna in questo libro poggia sopra un suolo di parole ardenti."Gennaro Matino ed Erri De Luca raccontano distanze tra terra e cielo, tra creatore e creature. In un deserto o su alcune cime di montagna queste distanze si annullano.
L'alzaia è la fune che serviva a tirare dalla riva di fiumi e canali chiatte e battelli controcorrente. E qui è la corda che trascina pensieri, frasi, spunti, accadimenti. Alzaia diventa così un prezioso quaderno di riflessioni, un esercizio per non perdere la memoria. Si procede per ‟voci” in ordine alfabetico (e a quelle dell'edizione del 1997 se ne aggiungono molte altre) come in un vocabolario. Voci come Agguati, Compiti, Confini, Emigranti, Esecuzioni, Indifferenza, Maternità, Nuvole, Operai, Ricordo, Rondine, Sazietà, Sono io, Testimoni, Vacci piano, Yiddish, Zingari. E in ogni voce c'è un dettaglio, un segmento di verità, un appunto da non dimenticare. Walter Benjamin, scrive De Luca, ‟immaginava di scrivere un libro di sole citazioni, il cui senso fosse dato dall'accostamento, il cui valore d'autore risultasse dal montaggio. Questo libretto, Alzaia, che ammucchia frasi lette e vi appende un commento, è seguace di quell'intuizione”.
Nives Meroi è un'alpinista che ha cominciato una gara appassionante: incompetizione con una spagnola, vorrebbe diventare la prima donna a conquistare tutti e quattordici gli Ottomila del mondo. Nives scala con suo marito e con un giovane fotografo, senza portatori d'alta quota, senza usare ossigeno. Il loro rapporto con la montagna è di assoluta purezza. Erri De Luca, anch'egli arrampicatore appassionato, è amico di Nives e la segue da tempo nelle sue imprese. Fin dove può. Sotto la tenda, durante una tempesta, Erri e Nives parlano. Della montagna, della sfida, della fatica, della vita.
Il volume raccoglie 19 racconti e un poemetto in versi. Cinque sono apparsi nella piccola raccolta "I colpi dei sensi" (Fahrenheit 451, Roma 1993). In questa sequenza di racconti esiste un motivo conduttore: l'insistenza degli affetti e della memoria, l'ossessione di una felicità che trova condivisioni e coerenze e che prova di volta in volta a chiamarsi amore, comunismo, giustizia. Infatti, "Due non è il doppio ma il contrario di uno, della sua solitudine. Due è alleanza, filo doppio che non è spezzato".
Il capitano di un vecchio battello è al suo ultimo viaggio. Sottocoperta un carico di uomini, donne, bambini aspetta di arrivare alle coste italiane. Fra echi biblici e leggende di mare Erri De Luca narra una storia senza tempo calandola nelle vicende di oggi. Un testo scritto per il teatro che ha l'andamento di un racconto
Partito da ragazzo per amore in Argentina, si butta nella furiosa lotta clandestina contro la dittatura quando gli ammazzano la sposa. Scende in fondo all'America per salvarsi la vita e impara il rovescio geografico del mondo: quello toccato non è il fondo delle ultime terre, ma il culmine delle prime. Il sud è il cappello, non le scarpe, del mondo. Molti anni e molta fortuna dopo, una donna in Italia gli rinnova in corpo l'amore e l'Argentina insanguinata. Fa il giardiniere, capisce gli alberi e la solitudine. Da un africano immigrato impara che il futuro è pieno di avvisi e che la gratitudine sta tra un coltello e i fiori. Chi cerca in questo uomo un verbo rivolto al passato non lo troverà. Come l'amore, possiede solo il tempo presente.
Il volume raccoglie 28 brevi riflessioni su testi della Bibbia frutto delle meditazioni quotidiane dello scrittore. Da un verso biblico analizzato, sviscerato, ascoltato e letto nella lingua originale, Erri De Luca trae spunto per considerazioni sui grandi temi che riguardano l'uomo e l'umanità intera. Dalle sue pagine emerge soprattutto lo stupore per l'immensità del senso che si nasconde anche solo restando alla superficie delle storie sacre. La raccolta è suddivisa in due parti: una dedicata al Nuovo Testamento e una all'Antico Testamento.
Boží hora byla v Itálii publikována poprvé roku 2001 a od té doby měla řadu reedic. Ve Francii za ni v roce 2002 autor získal cenu Femina étranger a v Itálii byl právě v první dekádě jednadvacátého století označen věhlasným italským literárním kritikem za „autora desetiletí“. Útlý text knížky je psán jako deník třináctiletého chlapce žijícího v chudé neapolské čtvrti zvané Montedidio, jejíž jméno odkazuje na biblickou Boží horu. Vlastně sama tato čtvrť se svými uličkami, figurkami a každodenním životem v poválečných letech je svým způsobem protagonistou celého románu. Chlapec, který je v svých třinácti letech poslán do učení k truhláři, se setkává se starým židovským ševcem a zároveň mudrcem, pocházejícím odkudsi z východní Evropy, přeživším holocaust, který se chtěl po válce dostat do Palestiny, ale na své pouti skončil v Neapoli; poznává praktiky lásky se stejně mladičkou, ale mnohem zkušenější dívkou ze sousedství. Kniha skvěle zachycuje atmosféru doby a prostředí pohledem chlapce, který se velmi rychle seznamuje s realitou dospělých. Boží hora bývá také označována jako fotografie už zmizelé Neapole.
"Le domande sono più belle delle risposte" scrive Erri De Luca e nuovamente ci sorprende la riuscita perfezione di queste "risposte".Le risposte non lavorano nel corpo a corpo con le domande, sembrano invece saggiare a media e lunga distanza la validità delle domande che le hanno chiamate ad intervenire.Le "prove di risposta" inseguono, riprendono, raccordano "rivendicazioni" dell'appassionata opera letteraria che ha fatto levare le "domande".Un libro che è un'involontaria autobiografia letteraria, nonché la testimonianza di una irriducibile voce critica del nostro tempo.(Raimondo Di Maio)
Erri de Luca wird für sein politisches Engagement und seine poetische Sprache mit Pasolini und Italo Calvino verglichen. Seine Erzählungen thematisieren Erinnerung, Vergangenheit, Schuld und Tod und reflektieren gleichzeitig die Gegenwart.
De Lucas herrliche Erzählung kann als Antwort auf unlösbare Fragen verstanden werden ... Das Leben scheint ihm mächtiger zu sein als alle Sinnfragen. Und sein Buch bietet hierfür den berührensten Beweis.
Années cinquante, sur une île de pêcheurs. Un jeune garçon de seize ans passe l’été dans la famille de son oncle. Il y côtoie un cercle de jeunes gens, dont Daniele, son cousin, et Caia, une mystérieuse jeune femme d’origine juive. Cette rencontre décisive va amorcer le début d’une prise de conscience face à la complexité de la condition humaine.
Les histoires de ce livre s'inscrivent dans le périmètre de quatre coins : un âge jeune et étriqué, prélude au feu; une ville phlégréenne et méridionale; la matière de quelque livre sacré; les années d'initiation ouvrière de celui qui naquit en bourgeoisie. Surviennent des coups de chance, quelque sauvetage. On se cogne en tout sens dans les limites du terrain, comme une bille de flipper. Résister à son plan incliné, tel est l'ordre du jeu, ne pas finir dans le trou. " J'ajoute à l'édition française ces histoires de surface, Les coups des sens, cinq maigres aventures d'un corps touché par les caresses et les stigmates. " E. De L.