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Senza fine

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Fiumi d’inchiostro hanno costruito la mitologia del primo amore, hanno raccontato l’inizio dell’avventura. Ma se il primo amore è “un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno”, è possibile raccontare l’approdo, la fine del viaggio, la certezza di essere “in un luogo da cui non vorrò andarmene al risveglio”? Gabriele Romagnoli, che ci aveva mostrato la necessità di viaggiare leggeri, di non portare zavorre e di non essere zavorre, ora si cimenta con quello che apparentemente è il suo opposto: il desiderio di fermarsi, la certezza di non voler avere altro e di non voler essere altro. C’è tutto questo nell’ultimo amore: che sia una donna incontrata per caso o la riscoperta della donna che da sempre si ha accanto, che sia l’ultimo ballo di capodanno di Zygmunt Bauman e sua moglie Alexandra, giganteschi nella loro titanica accettazione della perdita, gli ultimi amori hanno questo in comune, la consapevolezza di aver trovato nell’altro la certezza di quello che si è. E questo ritrovamento non è meno avventuroso dell’altro, del primo, perché “la vita è noiosa, ma il destino imprevedibile. Una scrive regole, l’altro mette in nota eccezioni. Poche, perché è pigro e perché non le meritiamo. È tutto già scritto, ineluttabile e barboso. Salvo che siamo ancora qui e possiamo giocarcela”.

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Senza fine, Gabriele Romagnoli

Jazyk
Rok vydání
2018
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(měkká),
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Dobrá
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Jazyk
italsky
Vydavatel
Feltrinelli
Rok vydání
2018
Vazba
měkká
Počet stran
96
ISBN10
8807492474
ISBN13
9788807492471
Série
Hodnocení
3,55 z 5
Anotace
Fiumi d’inchiostro hanno costruito la mitologia del primo amore, hanno raccontato l’inizio dell’avventura. Ma se il primo amore è “un universo, un enigma, un lungo aspettami e torno”, è possibile raccontare l’approdo, la fine del viaggio, la certezza di essere “in un luogo da cui non vorrò andarmene al risveglio”? Gabriele Romagnoli, che ci aveva mostrato la necessità di viaggiare leggeri, di non portare zavorre e di non essere zavorre, ora si cimenta con quello che apparentemente è il suo opposto: il desiderio di fermarsi, la certezza di non voler avere altro e di non voler essere altro. C’è tutto questo nell’ultimo amore: che sia una donna incontrata per caso o la riscoperta della donna che da sempre si ha accanto, che sia l’ultimo ballo di capodanno di Zygmunt Bauman e sua moglie Alexandra, giganteschi nella loro titanica accettazione della perdita, gli ultimi amori hanno questo in comune, la consapevolezza di aver trovato nell’altro la certezza di quello che si è. E questo ritrovamento non è meno avventuroso dell’altro, del primo, perché “la vita è noiosa, ma il destino imprevedibile. Una scrive regole, l’altro mette in nota eccezioni. Poche, perché è pigro e perché non le meritiamo. È tutto già scritto, ineluttabile e barboso. Salvo che siamo ancora qui e possiamo giocarcela”.