Knihobot

Parametry

  • 108 stránek
  • 4 hodiny čtení

Více o knize

Se esiste il testo sull'amore nella nostra civiltà, a cui ogni testo successivo non può che ricondursi, questo è il Simposio , il dialogo di Platone che più di ogni altro ha mantenuto intatto il fiore della gioventù e ci si offre naturalmente non già come una disputa filosofica, ma come una lunga conversazione - forse la più bella conversazione della letteratura - fra spiriti "eccellenti" (oltre a Socrate, il suo grande avversario Aristofane e il bellissimo Alcibiade) che, uno dopo l'altro, prendono la parola e raccontano di una potenza inesauribile: Eros. C'è chi dice che sia il dio più antico, altri invece sostiene che è il dio più giovane, altri che è un grande demone. A tutti esso appare "meraviglioso fra gli uomini e gli dei". Le due forme di Afrodite, il mito dell'androgino, le origini dell'antichissimo desiderio di "fare, di due, uno" e così di "guarire la natura umana", la "morbidezza" e l' "asprezza" dell'amore, la natura del desiderio: con articolazione sottilissima, attraverso le varie voci, Platone tocca tutti i punti sensibili dell'eros e infine affida a una vera iniziatrice ai "misteri d'amore", Diotima, il compito di schiuderne i segreti ultimi. E qui, come pure nell'ultima, trascinante apparizione di Alcibiade, diventano espliciti, forse più di altre volte in Platone, i riferimenti alla "sapienza" e all' "enigma". Anche per questo, dunque, Giorgio Colli è stato interprete profondamente congeniale di questo testo, in cui risuonano, limpidi e misteriosi, alcuni temi che sono stati centrali per la sua interpretazione del mondo greco.

Nákup knihy

Simposio, Plato, Platón, Giorgio Colli

Jazyk
Rok vydání
1979
product-detail.submit-box.info.binding
(měkká)
Jakmile se objeví, pošleme e-mail.

Doručení

Platební metody

Nikdo zatím neohodnotil.Ohodnotit

Titul
Simposio
Jazyk
italsky
Vydavatel
Adelphi
Rok vydání
1979
Vazba
měkká
Počet stran
108
ISBN10
8845903915
ISBN13
9788845903915
Série
Anotace
Se esiste il testo sull'amore nella nostra civiltà, a cui ogni testo successivo non può che ricondursi, questo è il Simposio , il dialogo di Platone che più di ogni altro ha mantenuto intatto il fiore della gioventù e ci si offre naturalmente non già come una disputa filosofica, ma come una lunga conversazione - forse la più bella conversazione della letteratura - fra spiriti "eccellenti" (oltre a Socrate, il suo grande avversario Aristofane e il bellissimo Alcibiade) che, uno dopo l'altro, prendono la parola e raccontano di una potenza inesauribile: Eros. C'è chi dice che sia il dio più antico, altri invece sostiene che è il dio più giovane, altri che è un grande demone. A tutti esso appare "meraviglioso fra gli uomini e gli dei". Le due forme di Afrodite, il mito dell'androgino, le origini dell'antichissimo desiderio di "fare, di due, uno" e così di "guarire la natura umana", la "morbidezza" e l' "asprezza" dell'amore, la natura del desiderio: con articolazione sottilissima, attraverso le varie voci, Platone tocca tutti i punti sensibili dell'eros e infine affida a una vera iniziatrice ai "misteri d'amore", Diotima, il compito di schiuderne i segreti ultimi. E qui, come pure nell'ultima, trascinante apparizione di Alcibiade, diventano espliciti, forse più di altre volte in Platone, i riferimenti alla "sapienza" e all' "enigma". Anche per questo, dunque, Giorgio Colli è stato interprete profondamente congeniale di questo testo, in cui risuonano, limpidi e misteriosi, alcuni temi che sono stati centrali per la sua interpretazione del mondo greco.